Stop alle iniezioni di gel per aumentare il seno

Salute

Stop alle iniezioni di gel per aumentare il seno

In Gran Bretagna lo definiscono “lunchtime breast”, ovvero il “seno della pausa pranzo”, perché basta meno di un’ora per aumentarne il volume. Il tutto con un trattamento “soft” che prevede un’iniezione di gel rimodellante. Ieri però è arrivata, da parte della stessa azienda distributrice del gel in questione, il Macrolane, lo stop all’utilizzo del prodotto: non è in discussione la sicurezza del materiale, ma si e’ visto che il gel rende difficoltosa la lettura degli esami radiologici, in particolare delle mammografie, che servono per lo screening contro il cancro alla mammella. Un allarme non da poco, che arriva dopo lo scandalo e la grande paura per le protesi mammarie francesi Pip, ritirate perché a rischio rottura, considerando la fondamentale importanza degli esami di prevenzione rispetto a questo grande nemico delle donne che è, appunto, il cancro alla mammella. La prevenzione, affermano gli esperti, resta oggi un’arma fondamentale. Proprio per non mettere potenzialmente a rischio la lettura dei test preventivi, la ditta distributrice, Q-Med, ha dunque deciso di modificare le istruzioni di utilizzo di questo prodotto rimodellante per il corpo, eliminando l’indicazione per il trattamento del seno. In Italia, secondo le stime del chirurgo estetico Giulio Basoccu, responsabile della Divisione di Chirurgia Plastica, Estetica e Ricostruttiva dell’Istituto Neurotraumatologico Italiano (Ini), sarebbero circa 4mila i trattamenti eseguiti con Macrolane. Ma gli esperti invitano a non creare allarmismi anche se, come sottolinea il presidente dell’Associazione britannica dei chirurghi plastici, Fazel Fatah, ”qualunque trattamento per il seno può essere considerato sicuro solo nel momento in cui si conoscono i suoi effetti a lungo termine rispetto agli screening anti-cancro”. Rassicurazioni arrivano dall’Associazione italiana chirurgia plastica estetica (Aicpe): ”Le pazienti che hanno utilizzato Macrolane – afferma il chirurgo Alessandro Casadei di Aicpe – non hanno nulla da temere. La decisione di sospendere l’utilizzo per il seno è stata presa in base a difficoltà nella valutazione del tessuto ghiandolare mammario in caso di mammografia”. Non ci sarebbero problemi, invece, con ecografie e risonanze mammarie.

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