Stop TTIP, 250 mila in piazza a Berlino COMMENTA  

Stop TTIP, 250 mila in piazza a Berlino COMMENTA  

Si è svolta la scorsa settimana un’imponente manifestazione, a Berlino, contro la sottoscrizione del TTIP. Quasi 250 mila persone sono scese in piazza per dire no al Transatlantic Trade and Investment Partnership, il controverso corpus di accordi commerciali che l’Unione Europea dovrebbe a breve sottoscrivere con gli USA, per la creazione della più vasta area di libero scambio del pianeta.


Il TTIP è un trattato dai contenuti ancora non del tutto noti (Wikileaks lo cerca da tempo, per renderlo noto al pubblico), eppure – o forse proprio per questo motivo – suscita un dibattito molto acceso.


I sostenitori sono convinti che esso sarà in grado di creare standard comuni e proteggerà l’economia occidentale da quelli dei paesi emergenti e dalla Cina. I detrattori temono invece che l’effetto finale possa essere quello di dare un potere incontrastato alle multinazionali, togliendo tutela ai consumatori e all’ambiente e mirando, di fatto, all’abbassamento del costo del lavoro come unico vero obiettivo.


I lavori per l’approvazione e la sottoscrizione del trattato sono in atto da tempo, (giugno 2013) ma la chiusura non sembra essere così vicina.

Al G7 di questa estate, i rappresentanti dell’Unione Europea avevano fatto capire di puntare ad una formalizzazione “entro la fine dell’anno”, ma già allora erano stati sollevati dubbi da più parti, prima fra tutti la Cancelliera Angela Merkel, che aveva ammesso l’esistenza di “punti difficili da concordare sia per noi che per gli Stati Uniti”.

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Fra gli aspetti più temuti del TTIP ci sarebbe anche la cosiddetta clausola ISDS, che, nell’interpretazione di molti, potrebbe consentire ad una multinazionale di opporsi ad una qualunque normativa a lui sfavorevole. Si tratterebbe, sempre stando a questa interpretazione, del risultato di una ferrea impostazione liberista, che mira a eliminare ogni intervento statale sul mercato.

Il prossimo appuntamento per la discussione sul TTIP è previsto a fine ottobre negli USA (a Miami), ma nessuno è pronto a scommettere sulla chiusura del negoziato.

Il TPP, la Trans Pacific Partnership (un accordo quadro non dissimile dal TTIP) che gli Stati Uniti hanno appena sottoscritto con altri 11 paesi dell’area del Pacifico, ha richiesto 6 anni di trattative.

La mobilitazione contro il TTIP, nel frattempo, va avanti fino al prossimo 17 ottobre nell’ambito degli International Days of Action, una serie di manifestazioni pacifiche promosse dagli oppositori al trattato.

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