Storia degli afrodisiaci

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Storia degli afrodisiaci

Nel corso della storia, uomini e donne hanno sempre cercato un aiuto per aumentare il desiderio sessuale e le prestazioni. Le ragioni sono ovvie, ma i metodi dipendono in larga misura dalla cultura e il gusto. Gli afrodisiaci potevano essere cibi, erbe, aromi e oli, ma spesso provenivano più da superstizioni che da conoscenza empirica. Oggigiorno, sappiamo molto di più sul loro funzionamento e disporre quindi di rimedi d’amore più affidabili.

Nozioni di base

Quasi tutto può funzionare teoricamente da afrodisiaco, a condizione che la cultura locale lo consideri tale. Più specificamente, gli afrodisiaci dovrebbero eccitare i sensi, stimolare la libido ed aumentare la resistenza – fattori, a dir poco, altamente soggettivi. Lo stesso termine si riferisce ad Afrodite, la dea greca dell’amore, che poteva rendere le persone pazze di desiderio, se voleva. Uno dei suoi animali sacri era il passero, un uccello considerato piuttosto lascivo dagli antichi greci (un po’ come consideriamo libidinosi i conigli, oggi). Spesso veniva mangiato il cuore, il cervello o altre parti di questo uccello, perchè considerati afrodisiaci.
Cleopatra

La più famosa fruitrice di sostanze afrodisiache era Cleopatra, i cui leggendari appetiti sessuali hanno portato il regno sull’orlo del collasso. Si pensa che fosse esperta di profumi ed essenze, così come sostanze oppiacee da propinare ai suoi amanti. Alcune pozioni probabilmente contenevano grasso d’orso, un afrodisiaco egiziano che ha poco valore medicinale oggi.

Galeno e i romani

Gli antichi romani usavano molti afrodisiaci, come le ostriche, l’incenso, il sangue mestruale, fino alla famigerata “mosca spagnola”. Alcuni di essi avevano un fondamento (le ostriche, ad esempio, contengono molto zinco, che facilita la libido maschile), ma non tutti. Tra i più importanti studiosi romani dell’argomento ci fu un medico di nome Galeno. Egli raccomandava alimenti “caldi e umidi” che avevano l’effetto di produrre molta flatulenza, come gli asparagi, la senape e i piselli. Credeva infatti che tali alimenti potessero favorire l’erezione con la stessa facilità con cui creavano i gas.


Tommaso d’Aquino

Il monaco Tommaso d’Aquino ha scritto sugli afrodisiaci, dal momento che le questioni del corpo (e della procreazione) erano di grande importanza per la Chiesa cattolica. Adottando un approccio di buon senso al tema, più che Galeno, parla di cibi sani che rinvigoriscono lo “spirito vitale”. Egli ha anche messo in evidenza il consumo di carne rossa e vino, cementando la reputazione dell’ alcool come sicuro afrodisiaco.


Afrodisiaci moderni

Molti afrodisiaci antichi sono sopravvisuti all’era moderna (ostriche e liquori i due più importanti), ma alcuni di loro hanno fatto la loro parte di danno. La richiesta di afrodisiaci come la zuppa di pinne di pescecane e il corno di rinoceronte in polvere hanno portato molte specie animali sull’orlo dell’estinzione. L’ascesa degli affidabili afrodisiaci medici – pillole come il Viagra e il Cialis -sono alternative altrettanto diffuse e possono aiutare a ridurre la domanda di ingredienti inutili e dannosi.

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