Storia di Armando Diego Maradona COMMENTA  

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Diego Armando Maradona è nato in un quartiere poverissimo di Buenos Aires, il 30 ottobre 1960. La sua famiglia era disastrata e Diego passava tutto il tempo per strada e nei campetti improvvisati a tirare calci a un pallone. A soli 16 anni comincia a ruotare attorno alla Nazionale: ruolo da centrocampista e attaccante.

Diventa capitano della Nazionale argentina vincitrice del Mondiale del 1986.
Ha partecipato a quattro diverse edizioni dei Mondiali: 1982, 1986, 1990, 1994, andando a segno in tutte tranne nel 1990[2]. I suoi 91 match e 34 reti con la Nazionale argentina costituirono un record, successivamente battuto da Javier Zanetti, Roberto Ayala, Diego Simeone e Oscar Ruggeri per le presenze e da Gabriel Omar Batistuta e Hernán Crespo per i gol. La Federazione calcistica dell’Argentina (AFA) gli ha inoltre assegnato il titolo di Miglior Calciatore Argentino di sempre, nel 1993.

Noto anche come El Pibe de Oro (Il Ragazzo d’Oro), considerato tra i più talentuosi calciatori di tutti i tempi, ha militato nell’Argentinos Juniors, nel Boca Juniors, nel Barcellona, nel Napoli, nel Siviglia e nel Newell’s Old Boys in una carriera da professionista più che ventennale. Alla fine del 2000 è stato eletto da un sondaggio popolare indetto dalla FIFA miglior calciatore di tutti i tempi.

Fu sospeso due volte per positività a test antidoping nel 1991 (per uso di cocaina) e nel Mondiale 1994 (per uso di efedrina): dopo il suo ritiro ufficiale dal calcio nel 1997, ha subìto un aumento eccessivo di peso. Dipendente dalla droga, ha fatto lunghi soggiorni in centri di disintossicazione.

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Maradona è stato inserito da Pelè nel FIFA 100, la lista dei 125 migliori calciatori viventi divulgata il 4 marzo 2004, in occasione del centenario della Federazione. Nel novembre 2008 è stato nominato allenatore dell’Argentina con il compito di condurre la nazionale nelle qualificazioni per i Mondiali del 2010.

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