Strage di civili in Afghanistan

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Strage di civili in Afghanistan

Kandahar. Un soldato statunitense, forse in preda a un raptus, ha improvvisamente aperto il fuoco contro quattro abitazioni, causando la morte di oltre quindici civili. E’ accaduto questa mattina all’alba: il militare ha lasciato la sua base intorno alle 3.00 e si è recato in due villaggi, Alokozai e Garrambai, nel distretto di Panjwai, dove ha compiuto la strage, per poi consegnarsi, subito dopo, ai suoi superiori ed essere arrestato.

Non si conoscono ancora le ragioni del gesto, ma si ipotizza che il militare fosse in preda a un raptus, conseguenza di un esaurimento nervoso: il distretto colpito, infatti, è stato uno dei campi di battaglia più duri della guerra in Afghanistan, oltre che luogo di nascita del movimento dei Talebani.

L’Isaf ha espresso cordoglio per le vittime, definendo l’episodio “un fatto profondamente deplorevole” e ha assicurato che sarà aperta un’inchiesta congiunta, dei militari statunitensi e delle autorità afghane.

Nel frattempo, però, la strage rischia di alimentare nuove tensioni fra le truppe straniere e la popolazione locale, le cui proteste cominciavano a placarsi, dopo la vicenda dei corani bruciati da alcuni militari.

Marika Nesi

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