Strage di Nizza: misteri tra bici, sms e finte armi COMMENTA  

Strage di Nizza: misteri tra bici, sms e finte armi COMMENTA  

Nizza

Dopo diverse indagini sulla strage di Nizza, sono stati trovate numerosi incongruenze tra il piano del terrorista e le prove scoperte.

La strage avvenuta qualche giorno fa a Nizza si sta riempiendo di numerosi punti interrogativi. Giorno dopo giorni stanno trapelando nuove informazioni e nuove indiscrezioni che potrebbero cambiare la dinamica dell’evento. Questi tasselli non chiudono il caso, anzi, aprono nuove piste per gli investigatori francesi impiegati nel caso.


Un punto fondamentale è che il piano di Mohamed Lahouaiej Bouhlel contiene numerosi punti oscuri. In primis sicuramente il fatto di non aver lasciato nessun testamento scritto privato o religioso. Anzi, il fratello ritrovato a Tunisi ha dichiarato come si trovasse molto bene in Francia e spesso inviava piccole somme di denaro alla famiglia risiedente nel paese natio. Ha mostrato le foto del fratello mentre festeggiava in mezzo alla folla il 14 luglio la festa nazionale.


Un secondo elemento estraneo al piano messo in atto dal criminale è il mezzo con cui si è diretto al camion. Egli si è mosso con una bicicletta che, invece di abbandonare ai lati di una strada come sarebbe d’uso fare, ha caricato sul mezzo (come se avesse in mente di poterla riutilizzare).

Inoltre Mohamed ha compiuto, nei giorni precedenti all’attentato, nonostante abitasse a Nizza da tempo. La strada è tutta rettilinea, rendendo inutile questa sua operazione. A bordo del camion sono state ritrova tre armi finte, per non si sa quale intento futuro. Anche il percorso del camion ha destato sospetto: perché accelerare di colpo dopo una lenta partenza? Nei prossimi giorni potranno, dopo numerose indagini, svelare gli interrogativi creati.


 

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