Strage di Piazza della Loggia: ergastolo al mandante, dopo 41 anni

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Strage di Piazza della Loggia: ergastolo al mandante, dopo 41 anni

La strage di Piazza della Loggia, da oggi, ha (almeno) due colpevoli riconosciuti e, con essi, una spiegazione.

Spiegazione sempre saputa, viene da dire, sussurrata o dedotta e mai dimostrata, quella che assegna al terrorismo neo fascista la responsabilità di quell’ordigno esplosivo. Era il 28 maggio del 1974 e in quella piazza era in corso una manifestazione indetta dai sindacati proprio contro il terrorismo neofascista, quando una bomba nascosta in un cestino dei rifiuti esplose, uccidendo 8 persone e ferendone più di 100.

Dopo piazza Fontana, anche da un punto di vista cronologico, e con l’Italicus e la stazione di Bologna, la strage di Piazza della Loggia è uno degli episodi simbolo dell’atrocità degli Anni di Piombo. Una lezione, anche, da non dimenticare quando la tensione politica ricomincia a salire, come di questi tempi, quando il malcontento si diffonde e i governi, volenti o nolenti, sembrano non voler intervenire a sanare quelle che, agli occhi dei più, si palesano come ingiustizie.

Ci sono voluti più di quarant’anni per nominare i colpevoli, quindi è comprensibile il commento di Manlio Milani, vedovo dal quel 28 maggio e oggi presidente dell’Associazione dei Familiari delle Vittime della strage di piazza della Loggia, quando parla di un giorno “decisivo per la storia del Paese”.

La sentenza per il medico neo nazista e uomo di Ordine Nuovo Carlo Maria Maggi e per l’ex fonte ‘Tritone’ dei servizi segreti Maurizio Tramonte è l’ergastolo. Il primo (81 anni) è stato riconosciuto come il mandante della strage, mentre il secondo (63 anni) sarebbe stato uno dei principali organizzatori.

L’età dei colpevoli non garantisce certo una detenzione prolungata, ma se anche i condannati non saranno assicurati alla giustizia nei modi e nei tempi rispettosi di una sentenza di ergastolo, almeno, da oggi, i loro nomi sono stati consegnati alla storia d’Italia.

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