Strage nel canile Tara Green World COMMENTA  

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Carneficina all’interno del canile Tara Green World di Francofonte (SR). L’annuncio è stato dato dai volontari del canile in un post su Facebook.

6 cuccioli abbandonati di sessanta giorni, erano stati raccolti dai volontari che dopo averli curati dalla gastroenterite erano stati alloggiati nel canile.

I cuccioli erano pronti per ricevere amore dalle famiglie adottive che li avrebbero incontrati settimana prossima.

Ma qualcosa è andato storto. Durante l’ora di pranzo del 18 giugno, dei malavitosi sono entrati nel canile, accompagnati da un cane di grossa taglia pronto per essere utilizzato come cane da combattimento per degli incontri clandestini.

Il grosso cane sguinzagliato e affamato si è messo a sbranare i poveri cuccioli che indifesi, sono morti sgozzati.

I malavitosi però non sapevano che all’interno del canile erano ospiti anche vari cani adulti che subito sono corsi in difesa dei piccoli compagni.

I cani adulti hanno provato in tutti i modi a salvare i cuccioli ma in modo vano, pochè sono stati presi a bastonate dai malavitosi che nel frattempo si erano dati alla fuga.

Al ritorno i volontari hanno trovato una scena agghiacciante: i cuccioli in pozze di sangue e i cani adulti feriti.

Il cane da combattimento è rimasto ferito e i volontari hanno chiesto ai cittadini di Francofonte di aiutarli a cercarlo.

Nel post su Facebook i volontari hanno scritto: “Abbiamo la certezza che il cane dei loschi individui sia stato ferito e temiamo per la sua vita… un cane da combattimento ferito non è più utile… deve essere eliminato!! Il cane da combattimento è molto probabilmente un cucciolo, di colore chiaro ed è ferito.

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Stiamo cercando il cane utilizzato per la mattanza, sperando che sia ancora vivo. Chiunque avvisti un cane dal mantello chiaro, cucciolo (dai 4 ai 12 mesi) ferito, non esiti a comunicarcelo tempestivamente”, denunciano i volontari, spiegando in un post che “non è possibile fornire ulteriori informazioni ai fini di tutelare gli animali e per evitare di intralciare le indagini già in corso”.

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