Il taglio inferto dal governo Berlusconi all’istruzione pubblica, fa ancora vittime e, per l’esattezza, 145.000. Stiamo parlando di tutti quegli studenti a cui lo stato aveva riconosciuto idonei per la borsa di studio, ma che non potranno ottenerla per i tagli alla spesa pubblica.
Da 246 milioni stanziati per l’istruzione, si è passati, con la Gelmini e Tremonti, a poco meno di 26 milioni nell’anno corrente per raggiungere il minimo storico, appena 12 milioni, nel 2013, “mentre paesi europei come Francia o Germania investono nel diritto allo studio miliardi di euro ogni anno”.
A denunciare questo sopruso e’ l’Unione degli universitari che, il 2 giugno, sarà al fianco dei sindacati in occasione della manifestazione unitaria indetta da Cgil, Cisl e Uil a Roma.








