Studi rivelano nuovi collegamenti tra le abitudini alla TV dei bambini con l’aggressione

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Studi rivelano nuovi collegamenti tra le abitudini alla TV dei bambini con l’aggressione

L’esposizione prolungata alla televisione può avere seri problemi a lungo termine sul comportamento dei bambini, stando a due recenti studi dell’Università. I rapporti sono stati pubblicati nell’edizione di Febbraio del giornale “Pediatrics”, i quali sostengono di aver identificato collegamenti significativi tra il tempo eccessivo trascorso di fronte alla TV e la crescente aggressività nei bambini.

Uno degli studi, portato avanti dall’Università di Otago in Nuova Zelanda, suggerisce anche che troppo tempo alla televisione per i bambini, forse dopo potrebbe essere responsabile nello sviluppo di comportamenti anti-sociali o attività criminale negli adulti.

In accordo con la ricerca fatta dal team di Otago, c’è un’incredibile correlazione tra il guardare la televisione per più di due ore a notte–il limite suggerito dall’Accademia di Pediatria Americana–e tratti aggressivi della personalità. I risultati indicano che la criminalità nella prima gioventù aumenta di uno sbalorditivo 30% per ogni ora in più alla TV di notte.

Nel loro studio, 1037 individui nati nei primi anni ’70 sono stati osservati ad intervalli regolari, dalla nascita fino all’età di 26 anni.

Particolare attenzione è stata data al numero di ore notturne dai 5 ai 15 anni, e le seguenti indicazioni di un comportamento sociopatico. Usando l’analisi regressive, i ricercatori dell’Otago hanno identificato associazioni di disturbo tra il vedere il tempo e la criminalità, la diagnosi di disturbi di personalità antisociale, e tratti aggressivi della personalità. Il risutlato rimane statisticamente significativo dopo aver controllato anche fattori come lo stato socio economico, lo status, il sesso, l’IQ, l’educazione parentale e precedenti segni di comportamento antisociale.

Robert Hancox, one dei co-autori della ricerca, non suggerisce che la TV causa tutti i comportamenti anti-sociali, ma presenta l’evidenza che se si cambiassero le abitudini dei bambini, questo potrebbe portare ad una diffusa riduzione dei comportamenti negativi. La ricerca teorizza che i bambini possono essere influenzati in molti modi dall’esposizione prolungata alla televisione. La qualità dei programmi è un fattore importante, e indica anche la desensibilizzazione emozionale nei bambini che può essere causata dall’isolamento dai parenti e conoscenti.

La vista prolungata può anche portare ad una più bassa educazione scolastica e aumentato rischio di disoccupazione.

Il secondo studio, diretto dai ricercatori dell’Università di Washington, si è focalizzata maggiormente sugli effetti della povertà di scelta nei programmi. Esso fa notare che molti bambini trascorrono più di 4 ore davanti alla televisione ogni giorno, e questa dieta dei media consiste in violenza, o altri contenuti non adatti. I ricercatori di Washington hanno aiutato i genitori a scegliere programmi educativi e pro-sociali per i loro figli, senza cambiare le ore attuali davanti alla tv. Nel corso di un anno, 565 bambini tra i 3 e i 5 anni sono stati valutati per le competenze sociali mentre erano stati esposti a programmi diversi. Ad un gruppo era stato offerto lo show positivo come “Dora l’esploratrice” e “Sesame Street”, mentre ad un gruppo di controllo era permesso guardare i loro normali programmi.

Stando ai risultati ottenuti dallo studio, l’attenzione nella scelta dei contenuti per i bambini, può portare a “miglioramenti significativi” nelle competenze sociali, come risolvere problemi in gruppo, maniere più educate e risoluzione dei conflitti non violenta.

I ricercatori hanno notato cambiamenti più grandi nelle famiglie più povere.

L’autore principale, il Dr. Dimitri Christakis, suggerisce che “anche se la televisione è frequentemente implicato come causa di molti problemi nei bambini, la ricerca indica che potrebbe anche essere parte della soluzione”.

Non tutti hanno reagito positivamente ai risultati di questi due studi, tuttavia il Dr. John Grohol, dal sito di Psych Central, offre una stridente condanna alle metodologie usate in entrambi gli stidi, e mette in questione il valore dei risultati. Dr. Grohol fa notare che ci sono tanti altri fattori che non sono stati presi in considerazione dal team di Otago, e suggerische anche che i ricercatori di Washington hanno dimostrato un’ “incredibile” mancanza di obiettività. “Perchè i ricercatori insistono portando avanti questa linea opinabile di inchiesta, non riesco a capirlo”, conclude.

E’ difficile essere daccordo con questa conclusione, tuttavia. Anche se il Dr. Grohol punta il dito sul fatto che il giornale “Pediatrics”, “continua a pubblicare ricerche deboli–specialmente sugli effetti della TV e i bambini”, è sicuramente lontano dal suggerire che questo tipo di ricerca abbia valore comulativi, al posto di attaccarla per non essere definitiva.

Il suo interesse sull’affidabilità della ricerca, è ben fondato.

Come uno degli editori del giornale “Cyberpsicologia, Comportamento e i Social Network”, Dr Grohol fa molte pubblicazioni in cui esamina le relazioni tra i media e il comportamento. Non è difficile immaginare che ogni prova dettata dai ricercatori sulla televisione, potrebbe avere un giorno implicazioni per una generazione di bambini che hanno quasi un accesso illimitato agli schermi dei computer e ai videogames.

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