Studio di Unioncamere sulle nuove imprese nate nel 2011 COMMENTA  

Studio di Unioncamere sulle nuove imprese nate nel 2011 COMMENTA  


Secondo il recente studio di Unioncamere, reso noto in questi giorni, nonostante la crisi si registra la nascita di nuove imprese. Sembra sia il Sud d’Italia la culla di tante nuove imprese, circa un terzo delle nuove nate del 2011 si trovano nel Mezzogiorno e sono state costuite in 3 casi su 4 da uomini di età inferiore ai 35 anni, in possesso di diploma di scuola superiore e con un investimento spesso non superiore alle 10 mila euro.

Leggi anche: Monsanto Company – Bayer: acquisto per 66 miliardi di dollari

Il 30,9% delle neonate imprese è collocata al Sud e Isole, il 28,6% al Nord-Ovest, il 19,5% al Nord-Est e il 21% al Centro. L’età media dei titolari di imprese di nuova costituzione è diminuita, gli under 30 sono circa il 26%, il 19,1% ha età tra il 30 e i 35. Più problematico il ruolo che nella nascita di nuove imprese hanno le donne, le quote rosa stentano a decollare e sono solo un quarto del totale ma hanno il primato di presenza in alcuni settori come le imprese che svolgono servizi alla persona, e si assestano a buoni livelli nel turismo, in agricoltura e in attività commerciali.

Leggi anche: Coldiretti: Stalle a rischio senza una moratoria sui debiti

I neo imprenditori sono prevalenemente persone diplomate, i laureati sono il 12% e i titolari si diploma dell’obbligo il 25%, inoltre il 55% del totale ha trasformato in attività di impresa la precedente attività lavorativa svolta , mentre gli altri sono disoccupati, studenti, casalinghe, lavoratori a progetto che avviano imprese per rimediare alla carenza di sbocchi lavorativi.

Leggi anche

opec
Economia

Ecco cosa dice il nuovo accordo dell’OPEC

Dopo 8 anni l’OPEC ha trovato un accordo per la riduzione della produzione di petrolio: circa 1,2 mln di barili in meno al giorno. Coinvolta anche Mosca. L’OPEC, l’organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio, ha appena siglato un nuovo accordo quadro. E’ la prima volta che accade una cosa del genere da otto anni a questa parte ed è un risultato arrivato al termine di una trattativa molto complessa, che vedeva contrapposti i tre principali produttori mondiali, Arabia Saudita, Iraq e Iran. In più, il nuovo accordo ha coinvolto anche Paesi che dell’OPEC non fanno parte, come la Russia. L’effetto Leggi tutto

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*