Studio USA, meno carne nella dieta e l'inquinamento si riduce

Studio USA, meno carne nella dieta e l’inquinamento si riduce

Ambiente

Studio USA, meno carne nella dieta e l’inquinamento si riduce

carne barbecue

Secondo un studio americano, la popolazione USA ha ridotto negli ultimi 10 anni i consumi di carne contribuendo ad abbattere le emissioni inquinanti.

Mangiare meno carne aiuterebbe a migliorare la nostra salute. Non si tratta però di una considerazione relativa alla dieta e al benessere personali, bensì di qualcosa di molto più ampio. Secondo uno studio americano, infatti, ridurre i consumi di carne avrebbe effetti molto positivi sull’intero pianeta, contribuendo a ridurre gli effetti dei cambiamenti climatici.

A sostenerlo è il Natural Resources Defense Council (Nrdc), che nei giorni scorsi ha diffuso i risultati di uno studio che ha preso in esame i dati relativi alle emissioni inquinanti negli Stati Uniti nel periodo compreso fra il 2005 e il 2014, affiancandoli a quelli relativi ai consumi di carne nello stesso periodo. In circa 10 anni, secondo il Nrcd, il consumo di manzo negli USA è sceso di quasi il 20%, fatto che ha comportato una riduzione di emissioni nocive per un totale corrispondente a quelle prodotte da 39 milioni di autovetture (un sesto circa, fanno notare dall’Nrcd, di quelle registrate in tutti gli States).

Lo studio Nrcd sui consumi di carne negli USA

Se, oltre alla riduzione del consumo di carne di manzo, si considerano anche quelle relative ad altri alimenti, come la carne di maiale, il latte intero e il latte in polvere, il pollo, il succo d’arancia, i pomodori in scatola, le patate congelate e la lattuga fresca, secondo i dati dell’Nrcd i cambiamenti della dieta della popolazione americana hanno contribuito a una riduzione delle emissioni corrispondenti a 57 milioni di autovetture.

“Gli americani”, ha evidenziato Sujatha Jahagirdar, rappresentante del Natural Resources Defense Council, “lottano contro i cambiamenti climatici anche a tavola”, “che se ne siano resi conto o meno”. Un calo pro capite di inquinamento derivante dalle abitudini alimentari che l’Nrcd ha stimato in -10% e che, per quasi un quinto, è legato alla riduzione dei consumi di carne di manzo. Una riduzione che potrebbe essere ancora più consistente se si riducessero i consumi anche di burro, formaggi e yogurt.

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