Stupro di Rimini, le dichiarazioni del padre degli stupratori: “Tra due anni saranno liberi”

Cronaca

Stupro di Rimini, le dichiarazioni del padre degli stupratori: “Tra due anni saranno liberi”

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Stupro di Rimini le parole del padre degli stupratori ci lasciano basiti. Oramai queste persone hanno capito che in Italia se la cavano con poco e danno sfogo alle loro brutalità.

Stupro di Rimini

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Il padre dei marocchini che hanno stuprato la ragazza a Rimini rilascia delle dichiarazioni ” I miei ragazzi tra due o tre anni saranno fuori e si faranno la loro famiglia”. Queste le parole uscite dalla bocca di Mohamed 51 anni padre dei due fratelli marocchini stupratori. A lui dispiace per la ragazza e per quello che ha subito ma ora i suoi figli hanno imparato la lezione. Da oggi non frequenteranno più cattive compagnie e si comporteranno bene. Ma da che pulpito escono le parole? Considerando che il padre dei ragazzi è agli arresti domiciliari non credo abbia una visione chiara dell’essere brave persone. L’unica cosa che lui conosce bene è il fatto che in Italia le pene non sono severe e che quindi i figli se la caveranno con poco. Se questo gesto l’avessero fatto in un altro paese forse la pena sarebbe stata più severa.

Minorenni confessano

I ragazzi minorenni che hanno partecipato allo stupro di Rimini sono stati incolpati dal capo Butungo.

Secondo gli inquirenti e le vittime non è stata colpa solo dei minorenni. Il capo Butungo ha partecipato attivamente alla violenza del gruppo e agli atti predatori. Il branco ha agito con forte brutalità infliggendo anche sofferenze inutili alla vittima. I minori hanno tenuto a precisare agli inquirenti che era il congolese a soggiogarli. Questo ci fa capire quanto alcuni ragazzi siano carenti di personalità. Oltre alla mancanza di personalità queste persone non capiscono neanche le atrocità che compiono e questo è ancora più grave.

Testimonianze delle vittime

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Ascoltando le testimonianze delle vittime ci si rende conto di quanta ferocia questi ragazzi hanno inflitto. Il ragazzo è stato malmenato in tutte le parti del corpo mentre veniva tenuto sdraiato sulla sabbia. Lo perquisivano alla ricerca di soldi e gli schiacciavano la faccia sulla sabbia. Lui vomitava e non riusciva a respirare. La ragazza veniva immobilizzata alla gola e violentata ripetutamente a turno. Non riusciva a respirare ne ad urlare.

Veniva buttata in acqua e poi di nuovo sulla sabbia ed ancora violenze. E’ stata violentata anche da due di loro contemporaneamente. La trans peruviana è stata colpita alla testa da una bottiglia e poi da un pugno allo zigomo. Immobilizzata e violentata a turno dal branco. Nella sua deposizione ha dichiarato che le parti intime degli aggressori erano sporche di sabbia. Nel luogo dove è stato violentato il trans sono stati ritrovati orologio e macchinetta fotografica del ragazzo malmenato in spiaggia. Questo ha collegato i due episodi di violenza ed ha permesso l’arresto.

Stupro e conseguenze

Lo stupro è una delle violenze più inaudite nei confronti di una donna. E’ un trauma che non si riuscirà mai a superare e che ha bisogno di grande sostegno. Sostegno psicologico, medico e speranza che la giustizia faccia bene il suo lavoro. Molte vittime vedono i loro violentatori a spasso dopo pochissimo tempo e non se ne capacitano.

Durante i processi molto spesso le vittime diventano colpevoli e di colpevoli vengono “perdonati”. Perché una donna che subisce violenza deve giustificarsi? Una gonna corta, una scollatura o solo il fatto di passeggiare da sola deve permettere all’uomo di violentare? Non è la donna a chiedere la violenza e non deve la donna doversi giustificare. Dovremmo invece creare leggi più severe e pene sicure in modo tale che questi animali si fermino. E’ facile in Italia dove le leggi sono quasi inesistenti farla franca. Cerchiamo di tutelare le persone e puniamo gli stupratori. Non chiudiamo gli occhi o giriamo il viso quando osserviamo per strada gesti di violenza. Aiutiamoci l’un l’altro almeno per dare un segnale di speranza e di civiltà. Questo è quello che andrebbe fatto a tutela dei nostri figli, dei nostri nipoti e delle persone in generale.

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