Suicidio ragazzo pantaloni rosa: non è stata omofobia COMMENTA  

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Non vi è stato alcun atto di bullismo o di omofobia alla base del gesto estremo di togliersi la vita che il quindicenne romano da tutti chiamato “il ragazzo dai pantaloni rosa” ha compiuto il 20 Novembre del 2012. E’ questo il risultato delle indagini compiute sul caso del ragazzino suicida e che hanno portato all’archiviazione. Anzi, secondo gli inquirenti, ad aver spinto lo studente a uccidersi potrebbe essere stata una delusione d’amore per una sua compagna di scuola del liceo scientifico “Cavour”.


All’indomani del tragico episodio l’associazione Gay Center aveva dichiarato che il ragazzo era stato vittima di insulti e derisioni da parte dei compagni che lo ritenevano gay. Anche la mamma Teresa, dopo la morte del figlio, aveva lanciato pesanti accuse per essere venuta a conoscenza di episodi di bullismo rivolti al ragazzino. Ma per i giudici la morte del ragazzino dai pantaloni rosa non ha alcun movente omofobico.


 

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