Surriscaldata la laguna di Orbetello, strage di pesci

Ambiente

Surriscaldata la laguna di Orbetello, strage di pesci

L’abitudine ormai quasi consolidata a parlare di cambiamenti climatici o, con ancora maggiore precisione, di surriscaldamento globale, spesso non comporta la reale consapevolezza del problema.
Si tratta di una consapevolezza difficile da raggiungere, non c’è dubbio, perché consiste nel riuscire a immaginare un mondo diverso, dove molte delle caratteristiche che oggi non attraggono quasi più la nostra attenzione, perché sono scontate, ai nostri occhi, potrebbero cambiare in modo radicale, fino a sparire.
Un esempio recente di cosa potrebbe succedere, di cosa davvero potrebbe significare il riscaldamento globale, si è manifestato proprio in Italia, nella laguna di Orbetello.
Uno spicchio di mare tranquillo, non profondissimo e d’abitudine popolato di ben precise specie di pesci, come le orate, che molti amano portare in tavola.
La recente ondata di caldo si è abbattuta sulla laguna di Orbetello, innalzandone in modo anomalo la temperatura, fino a renderne inabitabili le acque. Risultato, in circa tre giorni, sono morte più di duecento tonnellate di pesce, fra muggini, anguille e, appunto, orate.

Una vera e propria strage.
Non che il caldo di quest’estate sia per forza di cose da mettere in relazione con i cambiamenti climatici a livello mondiale, beninteso: ci possono essere, come sempre ci sono state, estati calde, come questa, e estati più miti, come quella dello scorso anno.
Dell’episodio di Orbetello, a colpire è la portata della variazione a livello di microcosmo, il completo stravolgimento di un piccolo ecosistema basato su equilibri che un’innalzamento (peraltro limitato quanto ad estensione temporale, seppur molto violento) di temperatura è riuscito a produrre.
Un monito, se lo si vuole leggere come tale, su quello che, in pratica, potrebbe comportare il surriscaldamento globale.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche