Susanna Camusso mette in guardia sulla possibilità di tensioni sociali

Economia

Susanna Camusso mette in guardia sulla possibilità di tensioni sociali

La crisi sempre più profonda in cui versa il paese, comincia a fare paura. Notizie come quella che riguarda il pericolo che grava su 300.000 lavoratori risucchiati in crisi aziendali che potrebbero sottrargli il lavoro, enunciano chiaramente lo stato di difficoltà della nostra economia, con consumi che vanno quasi azzerandosi e potere di acquisto delle famiglie messo sempre più nell’angolo da una pioggia di balzelli e aumenti tariffari che stanno facendo scivolare verso la soglia di povertà una larga fetta di paese. In questo quadro, il rischio di tensioni sociali sempre più forti e che potrebbero sfociare in forme disperate e anche violente di lotta, si fa sempre più forte. E’ Susanna Camusso, segretario della CGIL a mettere in guardia su questo versante, chiedendo al governo di contrastare tale pericolo con un piano per il lavoro, visto ormai da tutti come la vera emergenza italiana. “Nei prossimi mesi – sottolinea la Camusso – la recessione avrà un impatto duro sull’occupazione e sui redditi.

Il rischio che cresca il conflitto sociale man mano che cresce la disuguaglianza è reale”. E aggiunge: “Anche per questo, è meglio che il governo abbia più coraggio di quanto ne ha avuto finora e apra un confronto esplicito e costruttivo con le parti sociali sui temi della crescita e dell’occupazione. Noi vogliamo confrontarci sulla crescita del Paese, e per noi crescita vuol dire creare nuove occasioni di lavoro per giovani e donne e lavori meno instabili e precari per tutti. Per questo proponiamo un nuovo piano del lavoro. Crediamo sia indispensabile ridurre il numero e la tipologia dei contratti instabili e atipici, moltiplicata in maniera irresponsabile dal governo Berlusconi”. Insomma, la direzione indicata dalla Camusso è ben precisa. Resta solo da vedere quale sia la reale intenzione del governo, che sembra intenzionato a giocare le proprie carte per lo sviluppo in ben altra direzione, tra liberalizzazioni dei servizi pubblici locali e riordino del mercato del lavoro che prevede un depotenziamento dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, in modo da aggiungere flessibilità sul versante dei lavoratori oggi garantiti e garanzie per coloro che invece fanno parte del sempre più vasto mondo del precariato.

Sarebbe auspicabile che le due visioni, allì’apparenza così lontane, possano incontrarsi a metà strada per una sintesi che sia in grado di rispondere ai problemi sollevati dalla crisi.

Susanna Camusso
Susanna Camusso

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