Svizzera : forse salta l’accordo per gli evasori? Il governo esulta! COMMENTA  

Svizzera : forse salta l’accordo per gli evasori? Il governo esulta! COMMENTA  

Quando si ha realmente voglia di raggiungere un obiettivo, non c’è modo migliore se non quello di attivarsi ( nella direzione giusta possibilmente ). Così è stato per Londra e Berlino che hanno siglato tempestivamente un accordo con la Svizzera per recuperare i soldi degli evasori fiscali ben custoditi nelle banche della Confederazione elvetica. La cosa curiosa è che, mentre mezza Europa , nel corso del 2011, si adoprava freneticamente per cercare di arginare il meschino fenomeno, l’Italia guarda caso sonnecchiava e si lasciava scivolare il problema con estrema nonchalance. Ricordiamo ancora i magheggi di Giulio Tremonti, inventore dei condoni per i furbacchoni e contrario a ogni accordo con la Confederazione, che tuttavia aveva preso una posizione ; contrariamente a lui, i nostri benemeriti tecnici guidati dal tecnico capo Mario Monti, si sono prodigati solo in chiacchere appunto tecniche, da professori, ovviamente puramente teoriche e soprattutto inutili, se non addirittura nocive, perché la divulgazione stessa delle strategie da utilizzare hanno dato allertato i grandi evasori italiani , che di conseguenza hanno avuto il tempo necessario di riorganizzare nuove tecniche di sopravvivenza e identificare logistiche in paradisi offshore molto ma molto lontani, tipo Singapore e Dubai

 Così mentre Monti rilasciava interviste dal tono punitivo Hitleriano, i furbacchioni scappavano con il bottino, coglionando il premier e i connazionali fessi, e dire che all’estero gli evasori vengono arrestati! Esemplare il metodo americano adottato da qualche mese : il governo di Washington infatti,. per costringere Berna a siglare un accordo sul fisco, ha deciso di arrestare i banchieri svizzeri sul territorio degli Stati Uniti, minacciando inoltre di attuare un boicottaggio commerciale e di blocco delle attività svizzere sul territorio

Per tornare alle iniziative oggetto di roboanti disquisizioni, l’ipotesi di intesa tra l’Italia dovrebbe riprendere  gli accordi già raggiunti con Regno Unito e Germania, secondo cui gli evasori dovrebbero essere tassati con un prelievo una tantum sui loro depositi svizzeri: nel caso dell’accordo tedesco, il prelievo è stato fissato al 34 per cento. E per il futuro i redditi dei capitali così emersi sarebbero tassati con aliquote stabilite tra i due stati. Per la Germania è previsto il 26,3 per cento, mente nel caso inglese si arriva al 48 per cento.


Secondo i detrattori tale sistema presenta delle falle considerevoli, ina su tutte il fatto che gli evasori depositerebbero i loro capitali in Svizzera mantenendo comunque l’anonimato e per di più non ci sarebbero garanzie che le banche abbiano effettivamente volontà di collaborare denunciando per intero i capitali nei loro forzieri: sarebbe un suicidio!

Del resto anche il furher Angela Merkel si trova tra l’incudine e il martello: la sinistra si oppone all’accordo perché lo considera troppo blando , inoltre il land del Nord Reno Westfalia è riuscito ad estorcere un cd contenente un elenco di clienti tedeschi di alcune banche svizzere.

 Con il risultato che mentre Berna protesta per il furto di dati, Il governo federale di Berlino non può far niente contro le decisioni di un land, vale a dire che l’impotente Merkel potrebbe essere fare slittare l’intesa con la Svizzera, con esultazione del Governo stesso e dei suoi componenti, che nella maggioranza dei casi hanno il “tesoretto” fuori porta

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