Tagli agli Atenei: gli studenti annunciano l'”university pride” COMMENTA  

Tagli agli Atenei: gli studenti annunciano l'”university pride” COMMENTA  

La scure della spending review, non è una novità, mira a mietere più categorie possibili , ma c’è chi fa la voce grosse e non è disposto a tollerare passivamente.

Parliamo degli studenti universitari che aderiranno all’”university pride” promosso dai giovani democratici. Spieghiamo nel dettaglio i tagli  originariamente previsti dal governo e l’evoluzione del progetto.

Inizialmente il testo prevedeva il taglio dei fondi all’università per 200 milioni, successivamente questo punto è stato abbandonato a favore dell’aumento delle rette universitarie, salvando solo gli studenti a reddito Isee basso ( fino a 40 mila euro), per i quali fino al 2016 l’incremento delle tasse non può superare quello dell’inflazione e coloro che sono al pari con gli esami.

Per tutti gli altri si annuncia una valanga di tasse: il decreto, passato in Senato con il voto di fiducia, prevede infatti rincari sulle rette per chi è fuoricorso, ovvero circa il 40% degli studenti e le tasse subiranno un aumento del 25% per chi ha un reddito Isee sotto i 90 mila euro, del 50% per reddito tra i 90 ed i 150 mila, del 100 per chi supera appunto i 150 mila euro annui.

L'articolo prosegue subito dopo

Il decreto prevede di destinare gli introiti delle tasse per finanziare le borse di studio (50%) e per tutti gli altri interventi di sostegno a servizi abitativi, di orientamento, ristorazione ed assistenza .Bisogna ricordare tuttavia che dei tagli sono stati già effettuati e se nel 2009 il Fondo per l’università e la ricerca possedeva 7,4 miliardi, al momento a bilancio c’è esattamente un miliardo in meno, per un investimento statale bloccato allo 0,8 del pil, che in Europa si attesta sull’1,5 %: . oggi la media delle tasse è di circa 1.100 euro, a questa bisogna aggiungere il costo dei libri, affitto, trasferte e via discorrendo. Con questo decreto si salveranno le università che hanno da sempre praticato tassazioni illegali, i rettori e i Cda: mentre infatti sono state tagliate le risorse, non ci sono stati turnover adeguati, i ricercatori sono stati sfruttati ed il welfar studentesco se ne è andato a farsi friggere, causando profonde ingiustizie a discapito del diritto e della garanzia allo studio. Anche la Cgil dichiara il suo appoggio ed annuncia un “autunno caldo”

Leggi anche

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*