Tagli alle Regioni, Cattaneo si lamenta: «Solo 4mila euro al mese. Come farò?»

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Tagli alle Regioni, Cattaneo si lamenta: «Solo 4mila euro al mese. Come farò?»

MILANO – Il decreto legge che definisce i tagli del Governo sulle spese delle Regioni, in particolare sugli stipendi dei funzionari di alto rango come consiglieri ed assessori, è uno dei pochi provvedimenti che avevano generato poche proteste. Infatti, non serviva lo scandalo causato da Franco Fiorito per far conoscere all’opinione pubblica i lauti stipendi di consiglieri e assessori regionali. Che guarda caso sono quelli che attaccano il decreto, spesso utilizzando parole “a sproposito”.

Raffaele Cattaneo è uno di quelli che protestano. Assessore Pdl alle Infrastrutture e mobilità della Regione Lombardia, Cattaneo affida a Twitter le sue lamentazioni: «Ho letto il decreto sul taglio alle Regioni: drastica riduzione dell’indennità entro il 30 novembre e nessuna pensione. Uno come me cosa deve fare? Non rubo e quindi non ho tesori all’estero. Vivo di ciò che fra un mese mi verrà dimezzato e tra mutuo, rette, eccetera non so come fare». Se non sapessimo che è un assessore, potremmo scambiare queste parole con lo sfogo di un operaio che guadagna poco più di mille euro.

L’assessore, poi, rivendica la sua scelta di dedicarsi alla politica, una scelta che gli è costata denaro: «Se fossi rimasto un dirigente guadagnerei già ora di più, figuriamoci dopo i tagli.

Che faccio? Siamo sicuri che così la politica migliorerà?».

A questo punto Cattaneo dovrebbe rivelare quanto sia misero il suo stipendio: «Ora guadagno circa 8mila euro per 12 mensilità. Non è poco, è distante dai 14mila di cui si favoleggia. Dopo, circa la metà». Quindi, per Cattaneo, 4mila euro al mese non sarebbero sufficienti per condurre una vita “tranquilla”. Forse qualcuno dovrebbe informarlo che l’Irpef ha stimato che il reddito medio degli italiani è di poco superiore a 19mila euro all’anno, cioè 1500 euro al mese.

Dopo, però, in un video trasmesso da Repubblica.it, Cattaneo aggiusta il tiro, definendo i suoi tweet «una provocazione» che aveva lo scopo di affermare «due verità». In primo luogo che non è giusto che chi fa politica non prenda nessuno stipendio, perché significherebbe ammettere che la politica stessa non ha alcun valore e che la possiamo eliminare. In secondo luogo, Cattaneo si chiede se la ricentralizzazione dei poteri che indebolisce Regioni, Province e Comuni non diventi lesiva per la democrazia e «si apra il rischio ad una via che da altre parti ha portato alla dittatura».

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