Taglio delle Province: a chi andrà il grado di capoluogo? COMMENTA  

Taglio delle Province: a chi andrà il grado di capoluogo? COMMENTA  

Mandato giù il boccone amaro del taglio per decreto, nelle nuove Province sono già partite le grandi manovre per aggiudicarsi il titolo di capoluogo. L’articolo 3 del decreto, infatti, dice che «diventa capoluogo di Provincia il comune, tra quelli già capoluogo, che ha la maggior popolazione residente, salvo il caso di diverso accordo, anche a maggioranza, tra i medesimi comuni».


Non cambia molto nelle fusioni a due, la grande maggioranza nella nuova cartina geografica disegnata dal governo: la città più grande dovrebbe aggiudicarsi spontaneamente i gradi di capoluogo. La questione si complica quando a unirsi saranno almeno in tre. Nell’alta Lombardia il capoluogo dovrebbe essere Como, ma Varese e Lecco potrebbero spuntarla unendo gli sforzi. Il capoluogo della Romagna dovrebbe essere Ravenna, ma tutto potrebbe saltare se si mettessero d’accordo le altre, Forlì, Cesena e Rimini.


In Toscana, quattro territori vengono uniti in un colpo solo e addirittura cinque capoluoghi perché c’è anche Massa-Carrara. Con la regola base dei residenti il capoluogo sarebbe Livorno.


Nel frattempo, l’Unione delle province mantiene alta la protesta e parla di «attacco alla democrazia», annunciando che l’8 novembre si riunirà a Roma. Ma le grandi manovre per aggiudicarsi il titolo di capoluogo sono già cominciate.

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Giornalista iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti (elenco Pubblicisti)

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