Tasse sui capitali all’estero : solo L’Italia dice no!

Roma

Tasse sui capitali all’estero : solo L’Italia dice no!

Il commissario alla fiscalità Algirdas Sermeta ha annunciato con soddisfazione che è arrivato il tanto atteso via libera dalla Commissione europea in vista di un accordo bilaterale con la Svizzera per tassare i capitali nazionali esportati presso le banche elvetiche, dopo essere stato perfezionato ed accettato con soddisfazione dai firmatari Merkel e Cameron. Cosa fa il nostro stimato Capo di Governo Monti? Nulla, anzi si defila in silenzio. Il patto, firmato anche dal cancelliere austriaco Faymann su proposta della presidente della Confederazione Calmy-Rey, frutterà da subito all’austria circa 3 miliardi di euro per i capitali depositati, tassati ad oggi con una tantum del 25% e ad esso si aggiungeranno circa 50 milioni di euro annui per i prelievi con aliquota fissa 25% sugli interessi maturati. L’Italia con i suoi 150 miliardi di euro contro i 12 miliardi austriaci potrebbe incassare circa 37 miliardi di euro nell’immediato e 600 milioni annui, un importo 10 volte superiore a quello austriaco stesso, ammesso che Monti si decida a stipulare un accordo con la Svizzera Precisiamo che alla fine dello scorso anno la Commissione Ue in materia fiscale aveva sollevato delle critiche ai testi in quanto non rispettavano le disposizioni in materia Iva e l’italia era stata pesantemente condannata perchè tra le imposte non versate scudate c’era proprio l’Iva.

Adesso che i testi sono stati corretti arriva il via libera tanto atteso, ma il Governo Monti spiega che non si può negoziare con la Svizzera perchè la Confederazione non applica glil standard dell’Ocse. Cosa assolutamente inesatta; infatti sono stati ratificati, con circa 20 paesi, delle convenzioni contro la doppia imposizione fiscale, per poter applicare gli standard Ocse relativi allo scambio in informazioni riservate e per poter aggiornare gli accordi ad es. sui lavoratori transfrontierali che sono circa 50 mila. Ma ecco come funziona il sistema bancario elvetico: Il governo confederale obbliga le banche svizzere a tassare una tantum i capitali depositati ed applicare un’aliquota annua sugli interessi maturati che sia proporzionale alle aliquote del paese d’origine.La Svizzera incassa cifre sonanti tramite questo sitstema e si impegna a mantenere il segreto bancario circa la provenienze dei capitali, tranne ovviamente che non ne venga appurata l’origine illecita.

Unico dato certo è che il Governo Monti continua a fingere e a proteggere la casta ed impone sacrifici solo ai deboli: Vergogna!

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