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Tavolo della Pace: nulla di fatto

Calcio

Tavolo della Pace: nulla di fatto

Fallimento è una parola forse eccessiva, ed il bilancio andrà commisurato a quello che realmente era lecito aspettarsi da un atto formale più che di sostanza, ma il Tavolo della Pace non sembra aver prodotto gli esiti sperati. La riunione tra gli esponenti di punta del calcio italiano voluta espressamente dal presidente del Coni Petrucci per chiudere i conti con il passato (Calciopoli) e discutere su alcuni punti di svolta del pallone del futuro (diritti tv, legge 91) è durata 4h e 36′ ma non si è svolta all’insegna dell’auspicata serenità. I “lavori” sono cominciati alle 9 presso la Sala Giunta del Coni per chiudersi poco prima delle 13.40 alla presenza dello stesso Petrucci, del segretario del Coni Lello Pagnozzi, del presidente federale Abete con il dg Valentini nonchè di Massimo Moratti, Andrea Agnelli, Diego Della Valle, Adriano Galliani ed Aurelio De Laurentiis.

L’inizio è stato tutt’altro che incoraggiante visto che Agnelli e Moratti hanno scelto di sedersi in posti lontani, per poi lasciarsi andare ad una formale e poco sentita stretta di mano.

Inevitabili quindi i momenti di nervosismo, che Petrucci ha faticosamente provato a sedare. E’ facile pensare che la discussione si sia presto indirizzata su Calciopoli e lo scudetto conteso ma da Moratti non sono arrivate aperture: “La svolta deve farla il tavolo, non l’Inter” aveva detto al momento dell’ingresso al Coni per poi congedarsi con un “Un incontro è sempre utile…“. Non la pensa così Della Valle che ha abbandonato il tavolo verso mezzogiorno, dichiarandosi sconsolato ai microfoni di Sky: “Non è stato fatto alcun passo avanti, ciascuno è rimasto sulle proprie posizioni“. Ed ora? Sette giorni dopo la qualificazione di tre squadre agli ottavi di Champions, il calcio italiano fa un nuovo passo indietro.

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