Tecno-patologie e I-desorder COMMENTA  

Tecno-patologie e I-desorder COMMENTA  

Percepire erroneamente la vibrazione del cellulare in vari momenti della giornata può essere sintomo di “phantom vibration syndrome”; utilizzare per troppo tempo i social network può causare una “Facebook depression”; se invece si ha la tendenza a non memorizzare nuovi dati nella convinzione di poterli recuperare in qualsiasi momento su internet si potrebbe essere affetti da “Google effect”.
Si tratta di vere e proprie “tecno-patologie” che creano dipendenza.

Lo sostiene Larry Rosen, psicologo californiano che ha pubblicato un manuale  in cui elenca i più comuni “I-Disorder”: disturbi causati dall’eccessivo utilizzo di strumenti tecnologici.

Gli effetti fisici prodotti possono essere di varia natura: disagio sociale, insonnia, problemi di vista…
Tra le cure proposte, quella di tornare ai vecchi sistemi di comunicazione riducendo gradualmente l’utilizzo simultaneo di pc, smartphone e tablet.

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