Telelaser e contestazione multe: come funziona

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Telelaser e contestazione multe: come funziona

Telelaser e contestazione multe: come funziona
Telelaser e contestazione multe: come funziona

Le multe prese attraverso le segnalazioni di TruCam, con la tecnologia Telelaser, potranno ancora essere contestate. Ecco come.

Il Telelaser è attualmente la tecnologia più precisa per il telerilevamento dei veicoli che percorrono una strada. La sua estrema affidabilità lo rende uno strumento indispensabile per la segnalazione di coloro che infrangono i limiti di velocità su tutti i tipi di strade. Sono sempre di più i Comuni Italiani che si stanno attrezzando per acquistare questi dispositivi. Ma, benché sia molto difficile contestare una multa ricevuta tramite una TruCam, è ancora possibile farlo.

In Italia, così come in quasi tutti i paesi, la legge prevede sempre il diritto del cittadino di potersi difendere contro i provvedimenti giuridici presi contro di lui. Semmai ci sarebbe da chiedersi come potrebbero reagire i Giudici di fronte ad un’evidenza tecnologica così lampante e quasi inconfutabile come quelle di una dato segnalato dal Telelaser. l’estrema precisione di questi apparecchi, così come lo scarso margine di errore, rende quasi impossibile contestarne la validità.

Ad oggi sono già molti i casi in cui, nonostante il ricorso, il Giudice di Pace si è trovato costretto a respingere le richieste degli automobilisti.  Questo perché la normativa che regola la validità delle multe effettuate dal Telelaser sembra difficile da superare.

Basti pensare che la multa è valida anche nel caso in cui manchi la fotografia scattata al momento dell’infrazione. Altri dati, come la targa dell’autovettura presa dall’agente di polizia, possono bastare per dimostrare la presenza del veicolo al momento del passaggio davanti all’obiettivo TruCam. Risulta ancora più difficile la contestazione in caso si possegga un dispositivo Telepass. Esso, infatti, registrerà l’entrata dell’auto lungo la tratta autostradale, rendendo impossibile dimostrare di non essere passati lungo un determinato percorso.

Altro caso in cui è inutile effettuare ogni tipo di contestazione riguarda qualsivoglia obiezione proprio sul dispositivo di telerilevamento. Tutte le unità TruCam non hanno numero di matricola e non esiste alcun obbligo a tale proposito.

Nel Luglio del 2015 la Corte Costituzionale ha emesso un decreto che in qualche modo cerca di venire incontro agli automobilisti multati. Ogni dispositivo TruCam deve essere sottoposto a un controllo periodico di taratura elettronica. Questo serve a garantire che l’affidabilità della macchina duri nel tempo, e consente di effettuare rilevazioni precise sempre con lo stesso margine di errore, destinato poi a diminuire a seguito degli aggiornamenti sia software che hardware previsti per i dispositivi dotati di Telelaser.

Questo ha portato a una sorta di paradosso. La taratura di questo dispositivi ha un costo che a volte alcuni Comuni non sono in grado di affrontare: è il caso della città di Napoli, che attualmente non intende affrontare le spese di manutenzione di questi apparecchi, e di conseguenza non è in grado di dimostrarne l’avvenuta taratura. Anche se è molto difficile impossessarsi di documenti che dimostrino questi controlli periodici, questo è un primo punto a cui aggrapparsi.

Risulta ancora fumosa e da chiarire la questione relativa al momento in cui viene effettuata la multa. Il Telelaser è in grado di funzionare anche a un distanza di 1,5 Km e di rilevare la velocità dell’auto con diversi momenti di anticipo rispetto al passaggio della stessa davanti all’obiettivo. Questo sistema, escogitato per poter fermare gli automobilisti nel momento esatto dell’infrazione, ha portato con sé anche un cavillo a cui potersi aggrappare in caso di ricorso.

Non sono valide, infatti, le multe ricevute in differita che provengano da un rilevatore dotato di Telelaser. Questo significa che il fermo da parte della polizia stradale deve essere fatto al momento del passaggio dell’auto, così come la conseguente multa.

Anche qui, però, una circolare del Ministero dei Trasporti ha decretato una casistica per la quale in alcuni casi anche una multa ricevuta a casa può essere considerata valida e non contestabile: se al momento del passaggio del veicolo esso viaggia a una velocità così elevata da non consentire il fermo da parte degli agenti, questi potranno mandare la sanzione direttamente all’abitazione del proprietario del veicolo incriminato.

Altra piccola normativa a cui poter fare appello al momento della contestazione riguarda un obbligo da parte del Ministero dei Trasporti: ossia quello di segnalare preventivamente la presenza dell’autovelox su entrambi i lati della carreggiata, questo ovviamente per le strade con corsie opposte. Proprio su questo ultimo punto è necessario soffermarsi. l’avviso della presenza del dispositivo non deve solo essere segnalato con i cartelli in strada, ma anche sul verbale della polizia. Gli agenti devono dotarsi di un apposito modulo prestampato e inserire la posizione della segnaletica al suo interno.

In caso di sorpasso su una strada a doppia corsia, inoltre, il segnale che indica la presenza dei dispositivi deve essere posizionato su entrambi i lati esattamente allo stesso punto, in maniera tale che il guidatore che effettui un sorpasso abbia sempre presente il limite di velocità su entrambi i sensi di marcia.

Un ultimo appunto andrebbe fatto riguardo ai costi di queste “Multe di nuova generazione”. Essi risultano davvero troppo elevati, basti pensare che per un sorpasso autostradale si rischiano fino a 900 euro di sanzione. Gli eccessivi sforzi per l’acquisto e la manutenzione degli apparecchi dotati di Telelaser, infatti, non possono giustificare un costo così eccessivo delle multe.

Oltre le piccole scappatoie citate in precedenza, resta comunque un’impresa assai difficile liberarsi delle multe ricevute per il cattivo controllo del proprio autoveicolo. I nuovi apparecchi TruCam sono in grado di rilevare anche altre infrazioni che non riguardano solo la velocità. La foto ad alta definizione scattata all’interno dell’abitacolo è in grado di rilevare se il guidatore stia utilizzando il proprio smartphone o se abbia o meno le cinture allacciate. In questi casi la procedura per chiedere un annullamento potrebbe davvero risultare vana.

 

 

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