Tempo di grande crisi nei bar di Bologna COMMENTA  

Tempo di grande crisi nei bar di Bologna COMMENTA  

Bologna, quartiere Corticella, un bar con tavolini sotto il
portico semivuoto all’ora del caffe’del dopo pranzo.

Marco e Chiara lavorano con la mamma ed il papà dalle sei
del mattino alle otto di sera. Il bar undici anni fa era partito alla grande;
poi le liberalizzazioni delle licenze hanno invaso il perimetro con altri 6 bar
in 300metri.


Le abitudini degli italiani, spiega la mamma, sono
drasticamente cambiate, a partire dalla colazione. Un tempo, non troppo lontano,
genitori e figli si presentavano per consumare la colazione prima della campana
nella. Cappuccio, brioche e merenda da portare a scuola, per un introito di 10
euro ricorrente e giornaliero. Ora,spiega Chiara, la colazione si fa a casa,
massimo un caffe’ per gli adulti. I bimbi portano la merenda da casa, ed in un
anno le brioche giornaliere ordinate al pasticcere sono calate da 100 a 40
pezzi. Come sopravvivere? Nella decrescita. Ovvero marca di gelati più
conveniente, niente più musica o tv (mille euro annui risparmiati) niente
bancomat, buoni pasto di ogni tipo, anche la carta igienica va’ bene ironizza
la mamma,e torte,lasagne, raviole ed addirittura pulizie fai da te. Si sono
inventati pure l’apertura domenicale, per fornire latticini e pane fresco tutto
il giorno. E l’orario da 14 ore e’ aumentato a 18.


L’effetto domino: 50 brioche in meno, un contratto siae in
meno, un appalto pulizie in meno, un dipendente in meno.

Meditate gente,meditate.

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