Tennis, Coppa Davis, l’Italia resta nel Gruppo Mondiale COMMENTA  

Tennis, Coppa Davis, l’Italia resta nel Gruppo Mondiale COMMENTA  

Ci ha pensato Fabio Fognini, sempre lui, a chiudere la questione battendo Gabashvili e regalando all’Italia la matematica vittoria contro la Russia, che significa permanenza nel Gruppo Mondiale della Coppa Davis per il quinto anno consecutivo.


Con quello contro la Russia, sono dieci gli spareggi vinti dalla nazionale di tennis in Coppa Davis, e, in questo caso, gran parte del merito da riconosciuta a uno strepitoso Fognini, capace di vincere il primo singolo contro Rublev, trascinare alla vittoria il doppio italiano e chiudere ieri con una vittoria anche contro Gabashvili. Tre punti su tre, che, sommati alla sconfitta della prima giornata e all’ultima vittoria, ad opera di Lorenzi su Kravchuk, fanno 4 a 1 finale per l’Italia che, dopo la impensabile finale tutta azzurra di Flushing Meadows fra Flavia Pennetta e Roberta Vinci, torna a festeggiare per un successo nazionale.


Soddisfatto il ct Barazzutti, che temeva soprattutto “la trasferta, perché veniva dopo uno Slam e proponeva un viaggio molto lungo, oltre ad avversari motivati”. “Ma questo gruppo” ha aggiunto Barazzutti con orgoglio “ha qualcosa in più, si esalta in nazionale e riesce a tirare fuori più di quanto abbia in quel momento. E poi abbiamo trovato un Fognini ispirato, e quando è ispirato è un giocatore che vale i primi 10 del mondo”.


Ora si attende il sorteggio di domani (mercoledì), che si svolgerà a Santiago del Cile e dirà il nome dell’avversaria dell’Italia per l’anno prossimo. Le possibilità sono la Svizzera (in casa), la Repubblica Ceca (in casa), la Francia (in casa), l’Argentina (in casa), la Gran Bretagna (in trasferta), l’Australia (in trasferta) o infine il Belgio (in trasferta).

Non c’è un avversario in cui sperare, perché la Coppa Davis è difficile contro tutti e, per le caratteristiche dei nostri giocatori (proprio Fabio Fognini su tutti), potrebbe essere complicatissimo anche contro nazionali più abbordabili.

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Meglio evitare, piuttosto, fra tutti, la Gran Bretagna di Andy Murray.

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