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Teorie del complotto attentato Parigi

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Teorie del complotto attentato Parigi

Il 7 Gennaio 2015, a Parigi, c’è stato un grave attentato terroristico ai danni della sede del giornale satirico “Charlie Hebdo”. In questo episodio, sono rimasti uccisi dodici degli impiegati che si trovavano in quel momento in redazione, mentre altre undici persone sono rimaste uccise. Nei giorni seguenti, due dei sospetti attentatori, i fratelli Kouachi, sono stati uccisi, così come un altro terrorista a loro legato, Amedy Coulibaly.

Nel frattempo, oltre l’evidenza dei fatti narrati dai giornali, molti commentatori hanno cominciato ad interrogarsi sulle incongruenze che i fatti di questi tragici giorni sembrano presentare. Sono nate così molte ipotesi che si fondano sulla cosiddetta “teoria del complotto”, ovvero sull’idea che l’opinione pubblica venga manipolata, e che la verità sia diversa da quella che viene raccontata.

Le immagini che riprendono l’uccisione di un poliziotto davanti alla redazione di “Charlie Hebdo” appaiono fasulle, poichè non c’è sangue, e la traiettoria del proiettile è sbagliata.

Troppe le incongruenze: perchè i fratelli avrebbero dovuto portare con sé i documenti di identità, lasciandoli in bella vista in macchina? Alcuni sostengono anche che non si trattasse realmente dei fratelli Kouachi, perchè una testimone ricorda di aver visto un attentatore con gli occhi blu (i Kouachi li hanno neri).

Infine, alcuni ipotizzano che il vero bersaglio fosse l’economista Bernard Maris, rimasto ucciso, che aveva denunciato delle irregolarità nell’emissione ella moneta.

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