Terremoto Centro Italia, funerali Amatrice: ora la ricostruzione COMMENTA  

Terremoto Centro Italia, funerali Amatrice: ora la ricostruzione COMMENTA  

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Celebrati ieri ad Amatrice i funerali delle vittime del terremoto Centro Italia. Sono le opere umane a uccidere, non il sisma, ha detto mons. Pompili.

Riportare le salme ad Amatrice e celebrarvi i funerali “era la cosa più giusta e logica da fare”. Così il parroco don Fabio Gammarrota sulle polemiche che hanno accompagnato l’organizzazione delle esequie delle vittime del terremoto Centro Italia.

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“Il popolo” ha poi aggiunto Gammarrota, “resterà qui e rappresenterà il pungolo per le istituzioni affinché mantengano le promesse fatte a questa gente”.

Ad Amatrice si contano 231 delle 291 vittime finora nel complesso accertate.

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Dubbi invece sul numero di dispersi, che potrebbero essere una decina, stando a quanto ha dichiarato il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi. “Questa gente” ha detto ieri il primo cittadino riferendosi alle vittime del terremoto, “è morta perché amava questa terra e noi vogliamo restare qui”.

Di ricostruzione ha parlato nell’omelia anche il vescovo di Rieti monsignor Domenico Pompili.

“Il terremoto non uccide, uccidono le opere dell’uomo” ha detto Pompili, “la ricostruzione non dev’essere una querelle politica o una forma di sciacallaggio, ma quel che deve e far rivivere una bellezza di cui siamo custodi”. “Disertare questi luoghi” ha proseguito il vescovo, “sarebbe ucciderli una seconda volta”.

Al termine dei funerali, il premier Renzi ha dichiarato, parlando con alcuni abitanti di Amatrice, che “i soldi che servono per la ricostruzione ci sono”, “ora non bisogna perdere tempo”. “L’importante” ha proseguito il presidente del Consiglio, “è che ci sia la comunità forte”, mentre, da parte del governo, “faremo di tutto per controllare” che non ci siano speculazioni.

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