Terremoto: magnitudo falsata per non pagare danni

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Terremoto: magnitudo falsata per non pagare danni

Dopo grandi episodi dolorosi che hanno coinvolto un Paese e il mondo, spesso spuntano i complottisti, e specialmente web. A seguito del terremoto in Centro Italia avvenuto nella notte tra il 24 e il 25 agosto, distruggendo Accumuli ed Amatrice, è emerso che alcuni internauti sostenevano che l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ne avesse falsato la magnitudo per non pagare i danni ai cittadini. Infatti c’era chi scriveva su Twitter che “All’estero parlano di magnitudo 6.2. Per la legge Monti se non supera 6.1 lo Stato non paga i danni”. La bufala continua a circolare anche per il terremoto appena avvenuto, sempre in Centro Italia, tra Marche ed Umbria. La colpa del “dato falsato” sarebbe del governo, che ha convinto i sismologi ad “abbassarlo”, per non dover sborsare neanche un euro alle vittime.

La teoria del complotto risale al periodo successivo al terremoto dell’Aquila, quando il governo Monti emanò il decreto legge n.59 del 15 maggio 2012, per riorganizzare la Protezione Civile. L’articolo 2 del decreto “al fine di consentire l’avvio di un regime assicurativo per la copertura dei rischi derivanti da calamità naturali” escludeva “l’intervento statale, anche parziale, per i danni subiti da fabbricati”. Senonchè questo articolo è stato soppresso con la legge n.100 del 12 luglio 2012 – quella che faceva diventare norma a tutti gli effetti il decreto -.

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