Terrorismo Italia, come la paura sta influenzando la vita dei cittadini

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Terrorismo Italia, come la paura sta influenzando la vita dei cittadini

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Terrorismo Italia, una ricerca evidenzia che la paura di rimanere coinvolti in un attentato terroristico sta influenzando molto la vita dei cittadini.

Il terrorismo Italia mette sempre più paura agli abitanti dello stivale. Una ricerca, svolta da Ipsos, ha infatti rivelato dei dati importanti. Gli Italiani, per paura di rimanere coinvolti in un qualche attentato, hanno cambiato almeno in parte le proprie abitudini. Sempre meno persone, infatti, prendono i mezzi pubblici, partecipano ai grandi eventi, o deidono di fare viaggi all’estero. Il tutto per paura di un’azione drammatica dell’Isis.

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La paura è un mezzo potentissimo. A testimoniarlo è una ricerca, commissionata da Sicurezza (manifestazione internazionale dal 15 al 17 novembre in Fiera Milano), svolta dal’Ipsos, che ha messo in luce dei dati interessanti. Un terzo dei cittadini italiani avrebbe smesso di usare i mezzi pubblici, oppure li prende solamente se rappresentano una scelta obbligata. Il 42 per cento dei nostri connazionali non ha il coraggio di partecipare a grandi eventi pubblici. All’incirca la stessa cifra rinuncia a viaggiare all’estero.

Non solo, il 25% degli italiani evita anche le grandi città della penisola. La paura del terrorismo Italia comporta questo, ed è cresciuta rispetto a due anni fa. È un mezzo talmente potente che in un breve lasso di tempo ha cambiato le abitudini delle persone.

Ipsos ha svolto questa ricerca sulla paura del terrorismo Italia utilizzando un campione di 1.800 persone. Non solo, le ricerca ha analizzato due periodi distinti: dal 12 al 19 luglio, ossia nella settimana cade l’anniversario dall’attentato sulla Promenade di Nizza dello scorso anno, e dal 6 al 13 settembre, a poco distanza dall’attacco, praticamente un remake del caso nizzardo, sulla Rambla di Barcellona, lo scorso 17 agosto. L’Italia fortunatamente è rimasta fino a oggi fuori da queste situazioni, ma il 43% degli italiani sente il terrorismo come un’emergenza tangibile. E quindi fanno certe nella vita quotidiana, evitando di frequentare posti che in altri Stati sono stati rischiosi.

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La sicurezza rappresenta il secondo fattore di preoccupazione degli italiani.

Al primo posto del podio c’è l’economia, che però risulta in calo, e sul gradino più basso sale invece la salute. La paura di rimanere coinvolti in un attentato è inferiore solo a quella di subire un furto. L’emergenza immigrazione, spesso abbinata al terrorismo, arriva terza. Incredibilmente, dopo i fatti di cronaca dell’estate scorsa, il rischio di subire una violenza fisica o sessuale è solo al dodicesimo posto tra le preoccupazioni inerenti all’insicurezza. A spaventare di più ci sono il furto di dati via internet, la clonazione del bancomat e la violazione della privacy.

Il 42 per cento dei nostri connazionali ha dichiarato di sentirsi poco sicuro fuori dalle mura di casa. Ad esserne convinti sono le persone più anziane, gli abitanti del Meridione e delle isole, le persone con titoli di studio non alti e chi si dichiarano poco soddisfatte della propria vita. La presenza di telecamere nei luoghi pubblici fa ovviamente salire la sicurezza, o almeno la sua percezione.

Rispetto al 2015, vengono considerati più insicuri teatri, musei, centri sportivi, cinema, città d’arte o grandi città, piazze e concerti in stadi. Non a caso sono i punti più colpiti dall’Isis (o da attentatori psicopatici negli USA).

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