The chef of the future, la cucina sana conquista le cucine di alto livello COMMENTA  

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Da domani, lunedì 21 fino a venerdì 25 maggio, sarà di scena il primo corso di alta formazione in “Cucina wellness” al Relais Il Marchese del Grillo di Fabriano, Ancona.“The Chef of The Future” è il master  dedicato ai professionisti del settore che intendono ottenere la certificazione di “Cuoco Wellness”. Sì perché oggi la salute passa anche dalle mani dei cuochi. L’obbiettivo  è quello di apprendere le tecniche per cucinare  piatti golosi, fedeli alla tradizione, e allo stesso tempo salutari. Un connubio tra  l’arte gastronomica e  basi scientifiche della nutrizione per poter  avere nello stesso piatto gusto e proprietà salutari. La “Cucina Wellness” è stata ideata dalla dottoressa Chiara Manzi, presidente dell’Associazione per la Sicurezza Nutrizionale in Cucina (Assic), docente di nutrizione al master di medicina estetica dell’università Tor Vergata di Roma e all’Istituto Superiore di Sanità e consulente per la ristorazione del benessere. Il progetto è già particolarmente diffuso a livello nazionale e, dopo questa prima tappa a Fabriano, punta ad espandersi maggiormente nel territorio marchigiano. Seguiranno infatti altre iniziative nel corso dell’anno. Mangiare sano è la base principale di una vita in salute, ma mangiare sano e mangiare cose buone e gustose unisce l’utile al dilettevole.


La cucina wellness ha 5 punti cardine da mettere sempre al primo posto, naturalmente dopo il primo must che è la SALUTE. 1: Esaltazione del gusto; il gusto deve essere soddisfatto e premiato con una grande cura nella scelta degli ingredienti, nella realizzazione dei diversi piatti, negli abbinamenti tra i diversi sapori e nella scelta delle bevande che li accompagnano. 2: Appagamento dell’olfatto; nell’ambiente cucina non si considerano solamente il profumo delle pietanze e dei vini, ma anche essenze e aromi che coinvolgono in maniera totalizzante. 3: gratificazione della vista: l’insieme dei piatti, l’arredamento, il design, i colori e le luci della cucina sono in grado di gratificare la vista e creano un’atmosfera “calda” da condividere con gli ospiti o i propri famigliari. 4: soddisfazione del tatto; da non sottovalutare il contatto con le superfici e i materiali, con i piatti e i bicchieri, con gli utensili utilizzati durante la preparazione.

Ogni oggetto toccato, o anche solo sfiorato, può dare emozioni. 5: magnificazione dell’udito; anche l’acustica della cucina, il rumore dei macchinari e degli accessori entrano a far parte del momento preparatorio.

E la musica scelta con cura aiuta ad entrare in questo nuovo modo di vivere la cucina.

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Mamma, laureata, scrittrice incallita, ambientalista da una vita, esperta in Pnl, in comunicazione di massa e nel benessere emotivo. Maremmana per amore di questa terra tanto rigogliosa, fiorentina di nascita e di formazione. Blogger e redattrice on line, attualmente studentessa in Seo Web Marketing Specialist.

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