The Darkness II: The Human Inside

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The Darkness II: The Human Inside

Come molti eroi, Jackie Estacado è in apparenza poco attraente. Il protagonista del videogioco (e fumetto) della serie The Darkness è un prodotto difficile da vendere per due motivi. Prima di tutto perchè è un killer trasformato folla don, le cui attività quotidiane prevedono l’attuazione di un impero criminale. In più, ospita nel suo corpo anche uno spirito demoniaco conosciuto come The Darkness, che, pur conferendogli poteri immensi, ha come fine quello di trascinare la sua anima all’inferno.

Eppure Estacado, e il parassita infernale dentro di lui, si è rivelato un cocktail inebriante per i giocatori fin dalla sua prima uscita circa cinque anni fa. The Darkness non ha fatto esattamente vendere a camionate quando è stato lanciato nel 2007 – anzi, è stato quasi una perdita in un anno che ha visto prodotti BioShock quali di Assassin Creed è, Mass Effect e Call Of Duty 4: Modern Warfare – ma Estacado ha toccato un nervo scoperto tra i giocatori e The Darkness è diventato un videogioco di culto, costantemente cresciuto negli anni a seguire.

Forse perchè il personaggio così come il gioco sono molto men lineari di quanto potesse sembrare in un primo momento.

The Darkness si impernia sui poteri sovrannaturali, sulla storia della vendetta, sulla redenzione del protagonista e il suo investigare sulla presenza malefica che lo infestava. Estacado, è di per sé, un groviglio di contraddizioni: é un sicario per la mafia, eppure sembra avere un forte codice morale e una tenerezza verso gli oppressi che ha fatto si che i giocatori simpatizzassero con lui.

Questi sono tratti della storia che la Digital Extremes ha tenuto presente quando si è messa al lavoro sul sequel di The Darkness. Sheldon Carter e Cliff Daigle (rispettivamente Creative Director e Senior Artist), dicono che il fascino del loro gioco sta nel fatto che, nonostante l’atmosfera cupa, The Darkness è in sostanza il gioco della speranza.

“La strada verso la redenzione è sempre aperta”, dice Carter. “Penso che Jackie abbia il potenziale per redimersi. Ha una grossa umanità che è sepolta in profondità, ma c’ é sicuramente.”

“Certo, è un personaggio di una serie in evoluzione”, dice Daigle Carillon “quindi c’è sempre la prospettiva e l’incentivo di una vita migliore in cui tutto funziona ma, tutto può accadergli! ”

Sia Carter che e Daigle dicono che sono stati proprio loro i primi fan del gioco, quindi quando sono stati chiamati dalla 2k hanno subito accettato!

Racconta Carter: “Ho comprato il mio primo fumetto quando avevo 17 anni, e sono anche un fan di Faith No More, quindi per me è stato un sogno poter lavorare con Mike Patton e The Darkness.”

Il cantante dei FNM, Patton ancora una volta presta la sua voce a The Darkness e la Digital Extremes ha cercato di curare ancora di più la parte finale del gioco.

“Ci è piaciuta di più, proprio alla fine, la sequenza in cui i poteri impazziscono”, spiega Carter.

“Lui fa a pezzi la scalinata, si fa largo a pugni attraverso i muri, spacca letteralmente i nemici a metà – perde completamente il controllo di se stesso proprio come dei suoi poteri.

E quello è diventato il nostro punto di partenza!

I giocatori scopriranno che il sistema di controllo in The Darkness II è più snello rispetto al gioco precedente. Mentre in The Darkness, i giocatori dovevano armeggiare tra il D-Pad ed i pulsanti per attivare gli attacchi letali e non letali, nel sequel i tast bumper di sinistra e destra fanno tutto ciò che serve. Quello di destra scatena un attacco di taglio, mentre quello di sinistra consente a Jackie di utilizzare i tentacoli per spalancare porte, lanciare proiettili e prendere i nemici, che possono poi essere dilaniati premendo un pulsante frontale.

Voodoo e pistole, una combinazione vincente!

“Il sistema di controllo ci è venuto subito così!”, dice Daigle, facendo schioccare le dita per dare enfasi.

“Al primo tentativo!”continua..

Lui e Carter si lanciano uno sguardo d’intesa e poi scoppiano a ridere!

“Ma noooooo: é’ stato un incubo!!!”, dice Carter. “Ad un certo punto abbiamo pensato ad una versione con la pedaliera!!. Ogni volta che ci dicevamo: “Se solo avessimo un tasto in più!'”

“Una volta a posto questi dettagli, si è pensato solo a come rendere al meglio la storia” dice Carter. Il sequel prende il via due anni dopo gli eventi del primo gioco, con Estacado a capo di una famiglia criminale di New York. Ha soppresso la presenza demoniaca dentro di lui e diventare perseguitato dai ricordi di Jenny, che è stata brutalmente assassinata da The Darkness e il suo malvagio zio Paulie.

Nella scena iniziale di The Darkness II, Estacado è vittima di un attentato dinamitardo ad un ristorante. In brevissimo tempo, è costretto a liberare The Darkness per poter sopravvivere, e poi viene a conoscenza che l’attentato alla sua vita potrebbe essere più che un semplice colpo messo a segno dalla malavita.

Estacado viene a sapere dell’esistenza di un’organizzazione oscura conosciuta con il nome La Fratellanza che, a quanto pare, non da la caccia a lui ma alla presenza demoniaca dentro di lui.

“Sapevamo che dovevamo alzare la posta in gioco e sapevamo che dovevamo dare ai giocatori una sfida più emozionante, ora che Jackie aveva maggiori poteri”, spiega Carter.

“Ecco dche così è antrata in gioco la Fratellanza, che doveva essere al corrente proprio dei suoi poteri…Inoltre è una novità che nel primo gioco non c’era!”.

“La Fratellanza conosce e capisce The Darkness e l’hanno da già stanata in passato da altri corpi di cui si era impossessata… Quello che al gioco é combattienti con più mezzi a disposizione: e la conoscenza dulle debolezze di The Darkness che usa tatticamente contro Jackie.

Oltre a controbilanciare il giocatore, La Fratellanza svolge anche un ruolo centrale nella narrazione di the Darkness II, in quanto stimola il demone parassita di Jackie ad entrare in azione. The Darkness, sembra terrorizzato dalla Fratellanza e per assicurarsi che Jackie faccia ciò che vuole, rivela di avere l’anima di Jenny. Se Jackie non eliminerà la Fratellanza, il tormento di Jenny non avrà fine.

E’ un punto in cui la trama da modo a Jackie di avere un comportamento poco morale: rifiutarsi di fare cosa ordina la Fratellanza è impensabile, ma se lo fa si scatenerà l’inferno. Sono i momenti come questo, dice Carter, che danno
ai giocatori la sensazione di una storia verosimile!”

“Più si gioca, più si rivela il carattere di Jackie e la sua complessità come un personaggio. Non è un angelo, ma è affascinante lo stesso. I suoi sentimenti per Jenny ne costituiscono il fulcro”.

“Senza Jenny, sarebbe molto difficile per i giocatori simpatizzare con Jackie”, dice Daigle. “E’ ciò che lo umanizza e lui lo sa.”

Sorride: “Senza di lei, sarebbe stato un mostro: é lil suo faro nella notte!”.

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