The Elder Scrolls: caratteristiche, prezzi, recensioni COMMENTA  

The Elder Scrolls: caratteristiche, prezzi, recensioni COMMENTA  

The Elder Scrolls: caratteristiche, prezzi, recensioni

The Elder Scrolls è un gioco dalle caratteristiche e dalle recensioni particolarmente controverse. Completamente in inglese, ultimamente è stato migliorato.

The Elder Scrolls è un gioco dalle caratteristiche e dalle recensioni particolarmente controverse. Completamente in inglese, ultimamente è stato migliorato.

Recensioni

The Elder Scrolls Online in passato aveva un grosso problema, e purtoppo è ancora presente. Non si riesce a capire il gioco finché non si supera almeno il livello 15, si sblocca la seconda arma, si affronta il primo dungeon e si cominciano ad assediare i fortini di Cyrodiil. Fino a quel momento appare essenzialmente scialbo e confuso, una mera ombra della gloriosa serie che gli ha prestato il nome. Superato quel giro di boa, lo si ama o lo si odia! Per i fan della saga firmata Bethesda, invece, la situazione si fa un po’ più complessa, perché il mondo di Tamriel è quello: ci si può teletrasportare da Morrowind a Skyrim e ritorno, ma manca quel qualcosa che rende i The Elder Scrolls veramente speciali. Venendo a patti con questa realtà, l’esperimento di ZeniMax Online diventa anche piacevole, specialmente adesso che lo sviluppatore ha sistemato gran parte dei problemi che disturbavano la versione PC l’anno scorso ed, inoltre, è passato al modello senza canone mensile. Tanti si chiedono se sia in italiano o in inglese. The Elder Scrolls Online è completamente in inglese e, considerata la natura narrativa delle missioni e la mole di testo da leggere o da ascoltare, tenetelo bene a mente se il gioco vi interessa ma avete poca familiarità con la lingua di Shakespeare!

Caratteristiche

Come dicevamo, ci sono state delle modifiche. Tamriel, infatti, ha subito dei drastici cambiamenti per quanto riguarda sopratutto l’endgame. Inoltre, è ora prevista anche la possibilità di derubare e assassinare alcuni personaggi non giocanti, forse come prototipo di un sistema di “giustizia” ancora indefinito. Tutti questi cambiamenti si riflettono in un client PlayStation 4 davvero mastodontico: parliamo di quasi 60 GB di download per chi acquista la versione digitale, e di enormi patch correttive.


Gli scenari – vasti, colorati e ricchi di dettagli – sono occupati da personaggi modellati e animati in modo discutibile, ma almeno l’insieme ricorda lo stile un po’ eccentrico ma assolutamente peculiare della saga: i fan, insomma, riconosceranno le frazioni di Tamriel che è possibile esplorare in questa edizione, ma facilmente avranno difficoltà ad a immergersi in un’atmosfera che non riesce minimamente a simulare il realismo dei precedenti episodi. Chi si aspetta di poter fare quello che vuole, o di anche soltanto osservare i personaggi che vivono le loro vite, resterà fortemente deluso perché The Elder Scrolls Online è un MMORPG di tipo theme park tradizionale nella struttura, nonostante l’interfaccia e lo stile di gioco ricordino a più riprese Skyrim, e non è un caso. La progressione in fase di leveling è piuttosto lineare e ci si sposta di zona in zona seguendo la main quest e lo scalare della difficoltà in base ai livelli dei nemici e degli obiettivi. Ad ogni modo, la distribuzione delle missioni e dei punti di interesse sulla mappa concede un respiro più ampio di quello a cui potrebbero averci abituati MMORPG come World of Warcraft o Final Fantasy XIV. In questo senso, però, The Elder Scrolls Online fatica a risplendere, perché la gran parte delle missioni non riesce ad essere interessante o coinvolgente come quelle dei capitoli offline..

Alcune missioni sfociano in bivi narrativi, ma il margine di scelta non è mai determinante e, specialmente, non cambia l’esperienza dei giocatori che ci circondano. In questo senso, oltretutto, la versione console di The Elder Scrolls Online si porta sulle spalle uno dei principali difetti dell’edizione originale, mai risolto poicé fin troppo radicato nella struttura concepita da ZeniMax Online: il gioco abusa infatti del sistema di phasing, in maniera decisamente approssimativa, intralciando i giocatori che decidono di fare gruppo al punto che in fase di leveling è semplicemente meglio cavarsela da soli. Di contro, quando il phasing è assente, ci si ritrova ad attendere la comparsa del bersaglio di turno in mezzo a decine di eroi saltellanti che ammazzano totalmente l’atmosfera delle quest più coinvolgenti, specie se si considera che praticamente ogni incontro del gioco è doppiato in un ottimo inglese, e spesso da attori professionisti. Dicevamo che The Elder Scrolls Online non si gioca come un qualunque altro MMO theme park, proprio perché cerca di essere anche un po’ sandbox con risultati francamente discutibili. Non si viene presi per mano e condotti da un punto all’altro delle gigantesche mappe, non ci sono percorsi precisi da seguire: il che ha però anche un grande lato positivo, perché ci ha ricordato il senso di libertà dei The Elder Scrolls, il fascino dell’avventura in terre inesplorate.


La mappa di ogni zona indica alcuni punti di interesse che vale la pena raggiungere: man mano che si esplora, appaiono sulla nostra mappa gli altri punti di interesse più vicini, formando una rete di location presso cui troveremo svariati contenuti che siano quest, dungeon pubblici, eventi particolari o hub cittadini. Sulla carta l’idea è ottima, nella pratica ci ritroviamo a correre da un punto all’altro attraversando zone splendide quanto incomprensibilmente vuote, per poi trovare i vari NPC e le creature ostili concentrate nei luoghi di interesse in cui risolvere le missioni affidateci dai vari personaggi. Nulla, però, indica la loro difficoltà prima di averle intraprese, implicando magari scarpinate che si risolvono in un nulla di fatto perché ci siamo scoperti troppo deboli e inesperti per la missione di turno. Ed è così che si riparte alla ricerca di quell’angolino di mappa dove, forse, è nascosta una quest alla nostra portata che è sfuggita al nostro radar. Pagano molto meglio le missioni dei nemici, e non è che il giocatore possa saltarle perché, molto semplicemente, non è possibile progredire e crescere il personaggio senza completare le tantissime quest proposte in ogni zona. Anche il PvE in sé e per sé ha un lato oscuro che non ha tardato a palesarsi.


Le impressioni iniziali sono state stupende: missioni lunghe e ben scritte, completamente doppiate, a volte ad esito multiplo in puro stile The Elder Scrolls. Sì, è vero, non si può trucidare chiunque passi e non si possono completare le quest in modi troppo diversi, ma venuti a patti con la natura MMO di The Elder Scrolls Online ci si rende conto che ZeniMax, in qualche modo, è riuscita ad aprire una breccia in quello che potrebbe essere il futuro dei MMO theme park. Peccato che non sia stata abbastanza lungimirante da rendersene conto. Dopo una ventina di ore di gioco, le quest ci sono semplicemente venute a noia, e la ragione principale è che la loro qualità – come tutto il resto del gioco, d’altra parte – è assolutamente altalenante. Alcune sono scritte davvero bene, altre partono in quarta per risolversi in nulla di fatto, la maggior parte si riducono ad essere microstorie legate all’hub di turno che tendono ad assomigliarsi un po’ tutte.

L'articolo prosegue subito dopo


Prezzi

Si parte dai 20 ai 60 euro circa.

 

 

Leggi anche

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*