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The Legend of Zelda, il primo videogioco di cui mi sia innamorato

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The Legend of Zelda, il primo videogioco di cui mi sia innamorato


Il sonno era perduto. I pranzi dimenticati. Giocare fuori casa è diventato un lontano ricordo. C’era solo un televisore, un Nintendo 64, un controller e il mondo di Hyrule.

Naturalmente, alla fine ho interrotto questa fase e ho imparato l’arte della moderazione, ma per uno o due mesi buoni, i miei occhi hanno visto solo Link, il protagonista di The Legend of Zelda: Ocarine of Time, più di chiunque altro. E’ stata la mia prima vera incursione nei giochi di avventura, la mia prima esperienza con i giochi di ruolo. I paesaggi tentacolari, le missioni infinite, le dozzine di personaggi interessanti e intriganti, c’era così tanto da fare, vedere e giocare. Mi ha aperto gli occhi sul potenziale magico dietro i videogiochi e ha formato i miei gusti e le mie preferenze per gli anni a venire.

Il gioco è ambientato nella città fittizia di Hyrule, dove un giovane eroe di nome Link intraprende un’epica missione per fermare il malvagio Ganondorf.

Re dei Gerudo Thieves, Ganondorf sta cercando il Triforce, un antichissimo manufatto che si pensa esaudisca tutti i desideri di chi lo trovi. Con una reliquia così potente nelle mani di Ganondorf, Hyrule sarebbe perduta. Quando Link si imbatte nella Principessa Zelda durante i suoi viaggi, la quale gli confessa le sue preoccupazioni, diventa ancora più dedito alla causa.

Con tutto quello che bolle in pentola, occorrerebbe un’eternità per descrivere in maniera esaustiva la storia e la trama; reliquie da collezionare, mostri da sconfiggere, tragedie da affrontare, amore da guadagnare e tutto fatto con sorprendente profondità e una forte attenzione per i dettagli. Tutto viene detto ed eseguito in maniera talmente grandiosa, che vi immergerete completamente e vi staccherete completamente dalla realtà. E’ stato il primo gioco al quale abbia mai giocato, che mi ha fatto dimenticare che stavo giocando: stavo vivendo un’avventura. “Ocarina of Time” vi risucchia al suo interno e rende ogni secondo di gioco, ogni singola missione, degni di essere vissuti.

Oggi, i miei interessi verso i videogiochi sono basati perlopiù sulla categoria retrò.

Le mie console, che uso tutti i giorni, includono Super Nintendo, Gameboy Color,Sega Dreamcast,Playstation 2 e, sì, Nintendo 64. Ho adesso la mia terza copia di “The Legend of Zelda: Ocarina of Time”, avendo perso la prima con una mossa e la seconda a causa di un guasto totale al sistema.

Ogni tanto, quando sono bloccato in casa e mi sento avventuroso, so che posso inserire “Ocarina of Time” ed essere trasportato in un altro posto. Link e le sue missioni sono stati il mio primo amore, nel mondo dei videogiochi, ed è qualcosa che ricorderò sempre e coltiverò con il passare dei giorni.

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