Tim Cook, erede di Steve Jobs, ha ricevuto quasi 400 milioni di dollari in azioni dalla società di Cupertino

Economia

Tim Cook, erede di Steve Jobs, ha ricevuto quasi 400 milioni di dollari in azioni dalla società di Cupertino


Tim Cook
Tim Cook

In un mondo occidentale travolto da una crisi economica che sta mettendo a repentaglio i livelli di vita di milioni e milioni di persone, alle quali vengono chiesti sacrifici per ripianare i conti statali, notizie come queste, al minimo lasciano sconcertati. Tim Cook, erede di Steve Jobs alla guida di Apple, nel corso di un 2011 che sarà ricordato a lungo come un anno orribile, ha guadagnato la modica cifra di 377.996.537 dollari. Avete letto bene: quasi 400 milioni di dollari, che al cambio attuale, fanno oltre 295 milioni di euro. Proprio per questo motivo, il nuovo numero uno di Apple è stato preso di mira nei giorni passati anche da mezzi di stampa che, tradizionalmente, non sono critici verso il mondo finanziario internazionale. Se può consolare, la paga effettiva di Cook ammonta a soli 900 mila dollari: il resto, infatti, gli è stato liquidato in azioni della società, che non potrà vendere prima del 2016.

Se lo si voleva convincere a restare in azienda e dare il suo contributo a farla crescere ulteriormente, non poteva trovare metodo più efficace.Certo, il gradimento dei mercati per il modo in cui ha condotto la fase successiva alla scomparsa di Jobs, è stato alto, tanto che il titolo Apple al Nasdaqha toccato proprio nella giornata di ieri il massimo storico, a oltre 427 dollari. Inoltre, quasi tutti conocrdano sul fatto che Cook stia lasciando un segno duraturo su Apple, al di là di quanto si pensava. Rimane però la non buona impressione lasciata da una consuetudine, quella delle stock options, che stride sempre di più con le difficoltà derivanti da una situazione che sta seminando povertà anche in buona parte di quel ceto medio che una volta si riteneva immune dai contraccolpi dei momenti di difficoltà. Del resto, la somma stratosferica elargita a Cook, non costituisce certo una eccezione, tanto che lo stesso Jobs, nel 2006, fu gratificato di 646 milioni di dollari in azioni.

Chissà cosa penseranno, ad esempio, i greci, che a seguito delle richieste avanzate dal FMI e dalle altre istituzioni chiamate al salvataggio del paese ellenico, si sono visti tagliare gli stipendi e posticipare la pensione.

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