Times, governo May senza strategia per la Brexit: servono altri 6 mesi

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Times, governo May senza strategia per la Brexit: servono altri 6 mesi

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Forti divisioni interne e assenza di un piano comune per la Brexit. Secondo il Times, Theresa May non avrebbe ancora messo a punto la exit strategy.

La Gran Bretagna non avrebbe ancora le idee chiare su come concretizzare l’uscita dall’Unione Europea. Dopo la scelta popolare del referendum sulla Brexit, all’esecutivo presieduto dal Primo Ministro Theresa May spetterà l’onere di chiedere l’attivazione dell’articolo 50 del Trattato e negoziare con tutti i paesi europei per l’uscita di Londra dall’Ue.

Divisioni interne al governo May: hard Brexit contro soft Brexit

Fra Brexit morbida, quella che negli ultimi tempi sui media britannici è definita “soft Brexit”, e Brexit senza compromessi, quella che in qualche modo sembrava riassunta dallo slogan “Brexit means Brexit” della stessa Theresa May, il governo inglese non avrebbe però ancora deciso quale strada intraprendere.

Secondo alcune rivelazioni pubblicate dal Times, infatti, all’interno del governo ci sarebbero in questo momento due opposti schieramenti. Da una parte, ci sarebbero il ministro degli Esteri Boris Johnson e il ministro per la Brexit David Davis, dall’altra il Cancelliere per lo Scacchiere Philip Hammond e il ministro del Commercio Greg Clark.

Ogni ministero avrebbe inoltre, in modo separato, analizzato un piano per l’uscita della Gran Bretagna dall’UE, con tanto di simulazione di vari scenari.

Altri sei mesi prima di avere una vera exit strategy

Nel mezzo, il Primo Ministro Theresa May, che ancora non avrebbe deciso nulla. Secondo il Times, “ci vorranno altri sei mesi” prima di vedere un “piano del governo” che, al momento, manca ancora del tutto. i portavoce ufficiali del governo britannico hanno smentito le rivelazioni del quotidiano londinese, che ha spiegato di avere ottenuto le informazioni dopo essere entrato in possesso di un documento segreto. Al momento, comunque, una exit strategy continua a non essere stata dichiarata, fermo restando che l’attivazione della procedura di uscita dall’UE è prevista per il prossimo mese di marzo.

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