Tomb Raider: il gioco che ha cambiato una ragazza leziosa

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Tomb Raider: il gioco che ha cambiato una ragazza leziosa


Videogiochi:non se ne parla!

Sono cresciuta tra bambole e principessa, la piccola ballerina della mia famiglia. Mi piaceva tutto quello che era femminile nella vita e non mi vergognavo del rosa che invadeva i miei spazi. La cosa più lontana dalla mia mente, durante la crescita, erano i videogiochi. Mio fratello maggiore, che era fisso in cantina, avrebbe giocato a videogiochi giorno e notte. Tendevo a evitarlo. Quando è passato dal Sega alla PlayStation, mi ha fatto conoscere un gioco che ha cambiato tutto.

Lara Croft: Tomb Raider

Quando ero prossima ai dieci anni, è uscito Tomb Raider. Lo conoscete tutti. Si inizia nella dimora Croft, un grande labirinto da un lato e il sogno di tutti i bambini dall’altro. L’elemento che mi ha catturato in Tomb Raider è stato la gigantesca giungla sul retro della casa di Lara Croft. Questo è stato il gioco che ha cambiato questa piccola principessa. Potevo stare in piedi tutta la notte, con mio padre e mio fratello, a combattere i cattivi, facendo salti allucinanti ed evitando le barriere affilate. Non ci è voluto tanto per sconfiggere il gioco e poi giocarci e rigiocarci, per vedere che cosa potevamo non aver fatto la prima volta. Non molto tempo dopo, è uscito il secondo Tom Raider sempre per PlayStation e, con esso, ulteriori notti estive insonni e litigi per l’uso del controller. Il secondo Tomb Raider era divertente, quando ci ha portato all’interno della dimora Croft. La piscina era la mia parte preferita del gioco, a parte fare arrabbiare il maggiordomo.

Dalla pista da ballo alla guerra

Piano piano, la mia ossessione per Tomb Raider è diventata dipendenza da videogiochi. Benché i miei muscoli si affievolissero, la coordinazione ci guadagnava, dandomi dei riflessi felini. Ho attraversato i migliori anni di gioco, rispolverando il Sega, una volta aver capito quanto era bello Sonic the Hedgehog. Il Nintendo 64 era un’altra delle mie console preferite. Potevo battere chiunque a Mario Kart. I giochi per PC hanno iniziato ad attirarmi quando ero grande abbastanza per poter mettere la mia vita reale all’interno dell’animato mondo di The Sims. Oggi, però, dal momento che gioco a Kingdom Hearts e a Call of Duty, niente è in grado di farmi riprovare le sensazioni di Tomb Raider.

In caso ve lo stiate domandando, la ragazza “in rosa” vive ancora dentro di me e nelle mie cose.

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