Tom&Jerry: storia e curiosità del cartone animato più amato della TV

Tom&Jerry: storia e curiosità del cartone animato più amato della TV

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Tom&Jerry: storia e curiosità del cartone animato più amato della TV

Tom e Jerry è un cartone animato ideato nel 1940 da Hannah&Barbera che narra le vicende di un gatto che cerca di catturare un topo senza mai riuscirci.

Tom e Jerry è un cartone animato ideato nel 1940 da Hannah&Barbera che narra le vicende di un gatto che cerca di catturare un topo senza mai riuscirci.

Il cartone è basato sulla tecnica dello “slapstick“, ovvero batacchio: uno dei primi effetti speciali della televisione, “rubato” al teatro. Consiste in un bastone con delle listarelle sul fondo che provoca un rumore talmente forte da far sobbalzare i personaggi un scena creando un effetto molto divertente. Nella cinematografia viene usato a partire dagli Anni ’20 nei film muti e da Charlie Chaplin ma anche da personaggi geniali come Paolo Villaggio e Mr. Bean.

Hanna&Barbera hanno vinto un Premio Oscar per il cortomegraggio a cartone, eguagliando Walt Disney, con i loro 114 corti prodotti tra il 1940 e il 1957. Alla chiusura del settore animato della MGM, i produttori riuscirono a far resuscitare il cartone grazie a Gene Deicht che creò altri corti per la Rembrandt Films dal 1961 al 1962.

Nel 2005 è uscito l’ultimo corto, ma il cartone non ha smesso di riscuotere successo in giro per il mondo: ha persino superato i Looney Tunes.

Data la grande richiesta da parte del pubblico, sono state create diverse serie “spin-off“: The Tom And Jerry Show (1975), Tom And Jerry Comedy Show (1980-82), Tom And Jerry Kids (1990-94), Tom And Jerry Tales (2006-08) e una replica del primo nel 2014.

Non sono sempre state rose e fiori, però: il cartone è stato spesso giudicato razzista e inadatto a un pubblico infantile poichè promuoveva temi come il cannibalismo e il fumo.

Da dove deriva l’ispirazione per questa storia animata?

L’espressione Tom e Jerry era riferita ai comportamenti riottosi dei giovani inglesi nella Londra del XIX secolo, più precisamente dal libro “Life in London, or Days and Nights of Jerry Hawthorne and his elegant friend Corinthian Tom” di Pierce Egan (1823).

Inizialmente il topo doveva essere da solo ma Hannah e Barbera sapevano che un conflitto eterno avrebbe attirato più persone, cosi decisero che il titolo “Un gatto messo alla porta” non andasse bene, poichè i protagonisti dovevano essere due.

Ci provarono lo stesso il 10 febbraio 1940, qunado il primo corto con quel titolo arrivò nei cinema (anche perchè era pronto già dalla ifne del 1939): il gatto Jasper cerca di catturare il topo Jinx (solo nominato) ma nell’impresa fa cadere un vaso e la padrona di casa afroamericana Mammy lo minaccia di essere sbattuto fuori di casa se rompe qualcos altro.

Jinx, naturalmente, ne approfitta e fa cadere qualsiasi cosa. Il corto venne prodotto senza motivi musicali.

I due produttori si dedicarono ad altrò finchè L’Academy non se ne accorse e propose l’Oscar per il cartone (che vinse ben 7 volte). A quel punto Fred Quimby prese Hannah e Barbera da parte e li mise a creare una serie ad hoc e indirono un concorso per la decisone del nome dei due personaggi: vinse (50 dollari) l’animatore John Carr con “Tom e Jerry“.

Solo Tom si evolse caratterialmente e dal punto di vista estetico: da quadrupide divenne bipede e pian piano gli tolsero anche molti accessori aggiuntivi inutili e fin troppo sfarzosi; Jerry invece rimase sempre identico.

Il titolo del primo corto fu “Lo spuntino di mezzanotte” (1941). Con l’avvento della televiosne il successo cinematografico diminuì ma Hannah&Barbera riuscirono a non interrompere la produzione. Improvvisamente però, una mattina del 1957 per essere precisi, la sezione animazione dell’MGM chiuse i battenti; così Hannah&Barbera aprirono la loro casa di produzione e produssero cortometraggi come “Gli Antenati“, “I Pronipoti” e “Scooby-Doo“.

Tom e Jerry uscirono dagli Stati Uniti solo all’inizio degli Anni ’60 per approdare in Europa grazie alla Rembrandt Films già nominata in precedenza.

Diretti da Gene Deicht, furono i primi della serie ad avere una colonna sonora. Per motivi politici egli fece togliere dai titoli di coda il luogo di produzionde dei corti (Praga) onde evitare ripercussioni dal governo americano (il Paese era comunista). A Deicht non piaceva per niente questo cartone, a dirla tutta lo odiava. Eppure i suoi 13 episodi furono tra quelli più amati dal pubblico che permise loro di superare i Looney Tunes nel 1961.

A partire dal 1963, le redini passano nelle mani di Cuchk Jones che insieme a Les Goldman produsse altri 34 corti prodotti dalla loro casa cinematografica, la Sib Tower 12 Productions. Alla critica non piacquero tutti, alcuni furono criticati anche per il cambio d’aspetto dei personaggi stessi.

E’ dal 1965 ch i due personaggi giungono in televione con altrettante modifiche: la donna nera venne sostiuita con una bianca irlandese altrettanto grassa ed entrambi vennero doppiati da June Foray.

Tutti quanti rimasero alla CBS, di domenica, fino al 1972.

A partire dal 1975 (fino al ’77) vennero prodotti e mandati in onda dall’ABC 16 nuovi episodi ideati da Hannah&Barbera: un incredibile twist della storia vedeva Tom e Jerry amici, compagni di avventure incredibili. Perchè? La risposta è allo stesso tempo semplice e controversa: a causa delle nuove regole televisive non poteva essere trasmessa violenza, esaltazione del fumo e linguaggio scurrile nella tv per bambini.

Dopo brevi periodi in altre case di produzione, dal 2002 il cartone venne acquisito dalla Warner Bros. che ne fece varie serie tv.

Una curiosità: esistono altre due serie di Tom e Jerry.

La prima risale agli anni ’20 ed è stata creata da JL Roop: i protagonisti sono un contadino di colore (Tom) e il suo mulo (Jerry). La serie conta almeno 12 corti, scoperti per caso nel 2010.
La seconda, invece, risale ai primi anni ’30: Van Beuren aveva creato due Tom e jerry “umani”, molto divertenti, che divennero “Dick and Larry” a partire dagli Anni 50.

I corti totali furono 26, quasi tutti creati da John Foster e George Stallings.

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