Toponomastica cittadina… COMMENTA  

Toponomastica cittadina… COMMENTA  

Alcuni luoghi del centro storico non possono essere ri-ammodernati con intitolazioni a personaggi scomparsi recentemente, perché così facendo si rischia di perdere la memoria storica di quel luogo.

Tutto questo nasce dalla proposta di cancellare Piazza S. Lorenzo e intitolarla a Biagio Chirenti questo scelta presa alcuni anni fa dall’amministrazione locale non ha trovato ancora riscontro però nella realtà,  infatti a tutt’oggi una lapide marmorea senza alcuna iscrizione ha preso il posto della vecchia denominazione.  Con l’occasione vorrei rendere pubblico alcuni aneddoti e luoghi legati alla toponomastica galatinese.

 Iniziamo naturalmente da Piazza S. Lorenzo e via Cavour.  Si è detto che la scelta da parte dell’amministrazione, del luogo da intitolare al Chirenti sia stata fatta perché in una delle case ( via Cavour ) confinante con Piazza S.

Lorenzo vi fu l’abitazione per un certo periodo del nostro personaggio ( Chirenti ) che vogliamo ricordare come il primo sindaco di Galatina del dopoguerra iscritto al partito Comunista,  per chi è più avanti di me con gli anni, certamente ricorderà più del sottoscritto il personaggio incarnato dal Chirenti e potrà giudicare sicuramente meglio di me il suo operato umano e politico.

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Il nostro Chirenti fu sindaco solo per alcuni mesi della nostra cittadina è viene ricordato per lo più,  per essere stato nell’agosto del 1959 il firmatario della chiusura per ragioni igieniche del pozzo miracoloso di S. Paolo posto nel cortile di palazzo Tondi-Vignola con una pietra che fino a qualche anno fa copriva la bocca del pozzo, prima di essere sostituita dalla attuale copertura con grata in ferro. Pensate che fu proprio l’anno in cui Ernesto De Martino antropologo, Diego Carpitella musicologo ed altri amici che si godevano in allegria con loro le ferie al mare nella bella località di S. Maria al Bagno, decisero tutti insieme di percorrere quei pochi km che separano la località balneare neretina fino al epicentro del culto del tarantolismo,  il pozzo di S.Paolo a Galatina, per poter vedere da vicino, quello che,  avevano conosciuto fino ad allora solo attraverso i racconti del amico Luigi Stifani barbiere a Nardò. Il nostro barbiere lasciava il suo mestiere con l’inizio della bella stagione,ed insieme ad altri musici imbracciava il violino, tutto questo per togliere l’esorcismo dalle donne morse dagli animali velenosi, costringendole con il ritmo della sua orchestrina a ballare una pizzica che potesse togliere attraverso il sudore il veleno della tarantola.  Ora tornando al nostro argomento voglio ricordare che in via Cavour nacque nel 1851 l’archeologo Viola , egli nel 1880 fondò il museo della Magna Grecia a Taranto e della città fu sindaco e morì nel 1924 . Questo per raccontare che se dovessimo usare lo stesso metodo dovremmo cambiare intestazione alla via e che dire poi di Piazza S. Lorenzo pietra dello scandalo ? essa pensate dovrebbe essere intitolata a Carlo Mauro che visse per lungo tempo proprio nel palazzo che affaccia sulla piazzetta dove si vorrebbe poggiare l’epigrafe in marmo bianco,  attualmente vuota,  senza nessuna incisione,  siamo forse già pentiti della scelta ? in attesa che la lapide marmorea venga incisa per scoprire se viene ripristinato il vecchio nome di Piazza S. Lorenzo oppure il nome nuovo Biagio Chirenti, non sarebbe meglio come propongo di intitolarla a Carlo Mauro ? l’avvocato galatinese C. Mauro che nel 1893 insieme a Paolo Vernaleone fondò a Galatina il primo nucleo socialista della provincia, fu sempre lui nel 1906 ad ottenere il primo contratto nazionale in agricoltura ed infine nel 1921 partecipò a Livorno alla nascita del partito Comunista. Sappiamo invece che la strada a lui dedicata è di fronte alla chiesa di S. Sebastiano e questa strada incrocia via Pendinelli il celebre vescovo trucidato dai Turchi a Otranto nel 1480.  Ebbene anche questa dicitura andrebbe sostituita con il vero cognome del martire che non era Pendinelli ma come ormai accertato storicamente Agricoli .  Altra curiosità che ci riporta nel centro storico è quella di due strade vicine intitolate con il solo cognome e viene fuori per chi legge quasi un senso di ribrezzo:  sono le vie Biscia e il vicolo Del Verme .  Girolamo Biscia fu un frate domenicano vissuto tra il 1515 ed il 1580 e il sig. Del Verme fu segretario nell’ospizio femminile fondato da Ottavio Scalfo. Ci sarebbe bisogno anche di una correzione al titolo della strada che porta dal semaforo della via di Sogliano C. al semaforo della via di Soleto, tale strada conosciuta come Giuseppina Del Ponte in realtà dovrebbe chiamarsi Delli Ponti suo vero cognome, che a fine XIX secolo donò quel pezzo di strada all’amministrazione comunale in cambio dell’intitolazione della via, tale strada costituiva poi il fossato delle mura della città e venne colmato a quel tempo per creare il Corso che ora conosciamo. Potremmo parlare pure di Insulae, cioè che il centro storico era diviso in isole che corrispondevano all’incirca ad un isolato, da segnalare le scritte ancora esistenti e leggibili poste, la prima sulla parte sinistra in basso della maestosa facciata della chiesa matrice dove si legge con qualche difficoltà “ Sezione I Piazza “;  più leggibile invece la scritta posta all’inizio di Via Scalfo all’incrocio con via Lillo “ Sezione VI strada Marra “ . Infine mi chiedo perché ci sono personaggi come Arcudi, Cavoti, Lillo che hanno addirittura intitolate in città, una via, una corte ed una piazza ed altri come Cesari, Galluccio, Toma che hanno una piazza ed una via a loro nome.  Non si potrebbe,  come propongo di seguito denominare di nuovo queste piazze e strade con il nome di altri personaggi famosi di Galatina non ricordati dalla toponomastica, come il miniatore Giacomo Bellanti e lo scultore Nuzzo Barba ed altri ancora ? Aveva ragione il principe De Curtis in arte Totò con il suo poema intitolato  ” A’ Livella ”  anche da morti ci sono distinzioni di classe e ceto come d’altronde succede nella vita .

Raimondo Rodia

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