Torino, sindaca Appendino probabilmente indagata per gli incidenti del 3 giugno

Torino, sindaca Appendino probabilmente indagata per gli incidenti del 3 giugno

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Torino, sindaca Appendino probabilmente indagata per gli incidenti del 3 giugno

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Organizzare il grande evento provvedendo alle misure di sicurezza necessarie era un compito del Comune, la responsabilità è dell'amministratrice della città.

Chiara Appendino, la sindaca di Torino, sarebbe indagata per gli incidenti dello scorso 3 giugno in piazza San Carlo. Ma il Comune smentisce tale notizia: “Non abbiamo ricevuto nulla, nessuna comunicazione dalla Procura. Smentiamo categoricamente“. Per questo motivo è stato interpellato anche il procuratore Antonio Spataro che avrebbe risposto: “Non confermo né smentisco“.
Non si tratterebbe di un’iniziativa degli inquirenti, ma di una denuncia da parte di un uomo caduto nella ressa quel sabato sera, che ha deciso di denunciare direttamente l’ Appendino. Tale denuncia sarebbe solo l’ultima delle denunce pervenute in questi giorni da alcune delle 1.526 persone rimaste ferite nella calca. Ricordiamo che il 3 giugno a piazza San Carlo era piena di tifosi della Juventus che stavano assistendo alla finale di Champions League grazie al maxi schermo allestito dal Comune del capoluogo piemontese.
Il trentacinquenne ha riportato la frattura di un femore dopo essere stato travolto e calpestato dalla folla in preda al panico.

Dopo aver ricevuto le prime cure sul posto è stato portato in ospedale, ha precisato che l’unica via di uscita dalla piazza era irraggiungibile infatti la folla proveniva da quella direzione. Era un compito del Comune, organizzare il grande evento provvedendo alle misure di sicurezza necessarie, che avrebbe potuto evitare gli incidenti, a partire dal blocco della vendita di bottiglie di vetro da parte di ambulanti in piazza. La totale responsabilità era all’amministratrice della città,del questore e del prefetto. Infatti è subito partita la richiesta di avviare indagini proprio per accertare le eventuali responsabilità.

Ricordiamo che quel giorno ad avere la peggio è stata la 38enne di Domodossola Erika Pioletti, che è poi morta dopo dodici giorni di agonia in ospedale per le conseguenze di un infarto da schiacciamento. La procura indaga per omicidio colposo con riferimento anche alle omissioni di chi avrebbe dovuto prendere le precauzioni necessarie per evitare che ciò accadesse.

Nel registro degli indagati compaiono anche Maurizio Montagnese e Danilo Bessone, presidente e dirigente di Turismo Torino, le alte figure del Palazzo civico responsabili di aver organizzato l’evento, senza aver effettuato i dovuti controlli.

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