Torino – Juventus, la Junior Cup che finisce in rissa COMMENTA  

Torino – Juventus, la Junior Cup che finisce in rissa COMMENTA  

Il derby, la manifestazione massima della rivalità sportiva, quella che mette di fronte due espressioni sportive di una stessa città. Da sempre terreno prediletto degli ultras, terreno di tifo estremo, di sfottò, terreno, persino, di scontro fisico.


Roma e Lazio, Sampdoria e Genoa, Milan e Inter, Torino e Juventus. Solo per citare i più famosi, quelli che, di solito, nella serie A del nostro calcio non mancano mai. Le autorità sono arrivate a blindare intere città pur di fare in modo che queste partite si possano disputare in condizioni di sicurezza e serenità. Certo, restano posti dove portare i figli piccoli può non essere – diciamo – indicatissimo. Un altro modo di dirlo, è che potrebbe essere addirittura pericoloso. Scelgano i padri, allora, se portare o meno i loro bambini a vedere un derby, valutando pro e contro, anche se sembra di poter dire che i padri non sarebbero mai così irresponsabili da esporre la loro stessa prole a situazione di pericolo. Perché i padri sono saggi, perché i padri sanno quello che fanno.


Come nel caso di un recente Torino – Juventus, disputata a Borgomanero, in provincia di Novara. Finale di Junior Cup, trofeo che, come lo stesso nome indica in modo abbastanza chiaro, è relativo alle categorie giovanili. Gli atleti in campo sono nati nel 2005, infatti, quindi hanno al momento 10 anni, quinta elementare in corso, esame di licenza previsto a giugno del prossimo anno. Poi il salto alla scuola media. Bambini sulla soglia dell’adolescenza. In campo si vede un buon gioco e, forse, un giocatore un po’ al di sopra degli altri – non si sa se per capacità tecniche o stazza fisica – che alcuni giocatori accusano di essere, in realtà, più grande. In più, questo giocatore ha la pelle scura, dettaglio che non sfugge ai suoi detrattori, che non mancano di evidenziarlo. Dalle parole ai fatti il passo è brevissimo e diventa uno scontro fra genitori (di bambini di 10 anni, teniamo a mente), in cui qualcuno fa volare calci e schiaffi e insulti vari.


Il risultato finale è una visita all’ospedale con tanto di referto medico e una successiva denuncia per percosse presentata alla Procura di Novara, cui ora toccherà fare chiarezza sulla vicenda.

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