Torino: morto l’ex presidente Cimminelli

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Torino: morto l’ex presidente Cimminelli

Di presidenti il Torino Calcio ne ha avuti tanti e purtroppo non tutti sono passati alla storia per aver fatto il bene della gloriosa società granata. Da oggi, però, quello che ha legato il proprio nome al fallimento del Torino Fc 1906 nell’agosto 2005 non c’è più e pertanto anche i torinisti più accesi attenueranno la rabbia nei confronti di Francesco Cimminelli, morto nella tarda serata di lunedì all’età di 75 anni dopo tre giorni di coma profondo seguito ad un’emorragia cerebrale subìta sabato. Il paradosso che rende ancor più tragico l’evento è che Cimminelli è stato colto dall’ictus mentre si trovava ricoverato al Cto di Torino in attesa di essere sottoposto ad un intervento alle vertebre: le sue condizioni sono apparse da subito disperate e dopo un tragico errore nella comunicazione che ha dato per morto Cimminelli già sabato pomeriggio sono seguite settantadue ore di tiepide ma vane speranze.

Nato a Montegiordano, in provincia di Cosenza, il 20 luglio 1936, Cimminelli era torinese d’adozione essendosi trasferito da oltre quarant’anni in Piemonte: la sua fortuna, ma anche le sue successive disgrazie, furono legate alla Ergom, azienda di materiale plastico con sede a Borgaro, nell’hinterland torinese, che ha per anni rifornito la Fiat.

Proprio in seguito ai suoi contatti con la famiglia Agnelli Cimminelli accettò l’idea (che gli fu proposta) di rilevare il Torino da Massimo Vidulich nella primavera 2000: la trattativa fu lunga ed estenuante visto anche l’alta consistenza dei debiti, in gran parte ereditati dalle precedenti gestioni, con cui Cimminelli dovette fare i conti. Il passaggio di proprietà avvenne il 19 aprile 2000 ma fu l’inizio di una lunga serie di problemi, a partire dai dissidi con il socio Beppe Aghemo, che rimase presidente per un mese prima di essere sostituito da Attilio Romero, ex addetto stampa della Ergom, fino ad un rapporto mai nato con la tifoseria granata. La leggenda infatti vuole che Cimminelli fosse in origine tifoso della Juventus, da qui un amore mai sbocciato per la maglia granata: pochi mesi dopo il suo avvento arrivò la prima retrocessione subito annullata dall’immediato ritorno in Serie A a suon di record sotto la gestione Camolese.

Sono seguite due buone stagioni nella massima serie, le ultime “dignitose” del Torino in A con la ciliegina della qualificazione all’Intertoto che segnò il ritorno del Toro in Europa otto anni dopo l’ultima volta, e dello storico derby rimontato il 14 ottobre 2001 dallo 0-3 al 3-3.

Poi, però, solo amarezze, dentro e fuori dal campo: perché mentre i conti societari cominciavano a preoccupare ecco arrivare la retrocessione del 2003 con l’ultimo posto in classifica per la prima volta nella storia del club, il successivo 12° posto in B, peggior piazzamento di sempre, e la promozione ai playoff nel 2005, cancellata dal fallimento. Sulla fine del Torino Calcio 1906 non si è mai saputo davvero tutto ma una settimana dopo la festa per il ritorno in A si scoprì che la fidejussione per l’iscrizione al campionato era falsa: la corsa contro il tempo per presentare quella valida non riuscì e quasi cento anni di storia scomparirono il 9 agosto 2006 sotto il peso di trenta milioni di Irpef non pagata. Seguì il tracollo finanziario anche della Ergom e la condanna di Cimminelli per bancarotta fraudolenta a due anni ed otto mesi di reclusione. Pena coperta da indulto ma il destino non ha smesso di accanirsi contro Cimminelli, che anche dal Paradiso continuerà a dividere i tifosi granata.

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