Torino, piazza San Carlo: trovato il responsabile del caos, per ora scagionato

Torino, piazza San Carlo: trovato il responsabile del caos, per ora scagionato

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Torino, piazza San Carlo: trovato il responsabile del caos, per ora scagionato

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Gli oltre 1500 feriti di piazza San Carlo a Torino sono la conseguenza della bravata di un ragazzo e di alcuni suoi amici: le indagini sono in corso.

Gli oltre 1500 feriti di piazza San Carlo a Torino non sembrerebbero la diretta conseguenza della bravata di un ragazzo e di alcuni suoi amici. Il caos si è scatenato sabato sera in piazza San Carlo. Dove era stato allestito il maxi-schermo per la finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid. Tutto avrebbe avuto inizio dal gesto di un ragazzo, che a torso nudo e con uno zaino a tracolla all’improvviso ha alzato le braccia per poi restare fermo immobile. È rimasto con le braccia aperte, in una posizione che evoca quella di un kamikaze. Attorno a lui e a due suoi amici si è quindi creato il vuoto. La folla ha iniziato a fuggire all’impazzata, scatenando il panico che ha portato al numero pazzesco di 1527 feriti. Secondo gli investigatori, il ragazzo con il suo gruppo di amici potrebbero conoscere con precisione il motivo che ha scatenato il finimondo.

La polizia di Torino li ha identificati e due di loro sono stati portati in procura.

Fino al loro gesto inconsulto, la piazza era calma e rassegnata dopo il terzo gol del Real Madrid. I ragazzi ricercati si trovavano nelle vicinanze del ristorante Caval’d Brons, ad almeno sessanta metri di distanza dal maxi-schermo che trasmetteva la partita.

Ma oggi è stato confermato che il ragazzo del fermo-immagine del video, dove la folla impazzita si allontana dal centro della piazza San Carlo, è innocente. Il giovane a petto nudo con la zaino era stato accusato di avere provocato il panico, è stato rilasciato perché senza responsabilità su quanto accaduto, ma solo dopo essere stato bloccato e interrogato per dieci ore dalle forze dell’ordine. Agli inquirenti avrebbe detto che le sue gesta sono state travisate, nelle sue intenzioni c’era la volontà di calmare la folla e non il contrario.

Il protagonista del video ha affermato «Eravamo sul 3-1, la delusione era tanta. A un certo punto ho sentito un forte odore.

Forse uno spray al peperoncino spruzzato incautamente, forse una fiala puzzolente di quelle che di solito si usano per gli scherzi di carnevale. Non lo so. So solo che intorno a me si è creato un vuoto. Io sono rimasto al centro. Isolato. Ho sollevato le braccia per cercare di calmare la folla. Volevo far capire che non c’era alcun pericolo, che bisognava stare tranquilli. Ma hanno fatto di me un capro espiatorio. Quelle immagini mostrate in tv e sui siti mi si sono ritorte contro».

Torino: le prime indagini

Gli uomini della Digos e il pubblico ministero, Antonio Rinuado, a capo del coordinamento dell’indagine, hanno preso visione di centinaia di filmati. Hanno quindi identificato le prime persone che potrebbero sapere esattamente cosa sia successo. Come detto sopra, due dei ragazzi sono stati portati in questura e sono stati sottoposti a interrogatorio. Secondo quanto si è venuto a conoscenza dai loro racconti, hanno ammesso di aver provocato il panico…

Spiegando che “si è trattato di una bravata”. Al momento risulta che i presunti colpevoli siano stati scagionati, ma le indagini continuano.

Nel video trasmetto dai media e riportato qui di seguito, si può notare una ragazza che, mentre si crea il panico intorno al ragazzo a petto nudo, gli si avvicina e cerca di portarlo via. Dunque un altro tifoso lo abbraccia, forse per far capire che non c’è nessun pericolo reale. Ma ormai era troppo tardi: il panico aveva travolto completamente la piazza. Dalle immagini non è chiaro se sia prima esploso qualcosa, oppure se siano state pronunciate ad alta voce delle frasi allarmanti. Si indaga se queste parole siano state pronunciate da lui in particolare o da altre persone che gli investigatori stanno cercando di identificare.

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