Torino-Verona 1-4: le pagelle

Calcio

Torino-Verona 1-4: le pagelle

Torino:

Benussi 4.5: plastico su Lepiller ma disastroso in tutto il resto: dal raddoppio, quando sceglie male un facile tempo di uscita, al terzo gol che lo vede inchiodato tra i pali fino al quarto dove, al contrario, è troppo fuori sul pallonetto di Maietta.

Darmian 5: preso in mezzo tra Lepiller ed Hallfredsson, è l’emblema del primo tempo del Toro. Impacciato quando sale, impreciso in difesa, scompare nella ripresa.

Di Cesare 5: i tagli di Gomez e la velocità di Ferrari lo mandano in crisi. Serata da dimenticare, con l’appendice del solito nervosismo.

Ogbonna 4.5: va in barca anche lui. Fuori posizione sul primo gol, grave il modo in cui si fa scappare Ferrari sul raddoppio e poi tanti insoliti errori di misura. Irriconoscibile.

Parisi 5: quantità industriale di passaggi sbagliati, non tiene Gomez e non sale mai. (Pratali 5: entra a partita compromessa ma riesce a farsi scherzare da Maietta sul quarto gol e chiude beccandosi con Pichlmann).

Stevanovic 5: letteralmente fuori dal gioco.

E’ vero che è costantemente triplicato ma è immobile e fa pochissimo per smarcarsi.

Iori 4.5: metronomo offuscato per colpe sue, visto che in mezzo il Verona lascerebbe spazio, ma non solo, per l’assenza totale di movimento là davanti. Trentesimo compleanno amaro. (Basha: sv).

Vives 4: travolto dal sorprendente assetto tattico del Verona, sbaglia tantissimi passaggi ed è in ritardo sulla chiusura su Gomez sul primo gol, oltre che assistere alla cavalcata vincente di Maietta.

Oduamadi 4: schiacciato tra Gomez ed Abbate che lo aspetta, non ne indovina una. Zero dribbling indovinati, nessun movimento apprezzabile. (Sgrigna 6: almeno dà brio all’attacco, pur tra tante imprecisioni. Lotta fino alla fine, ricompensato dal gol).

R. Bianchi 5: si dà da fare come sempre anche in fase di ripiegamento ma davanti è servito solo con improduttivi lanci lunghi.

Antenucci 5.5: il più attivo in attacco ma è come sempre troppo precipitoso in fase di conclusione.

Ventura 5: assiste incredulo al crollo della sua squadra, sorpresa sul piano tattico ma assente anche su quello psicologico.

Ma qualche riflessione occorre farla perché il 4-2-4 è troppo facile da leggere per gli avversari: la squadra è troppo dipendente del gioco, priva com’è di risolutori. Occorrerà reagire ma non sarà facile.

Verona:

Rafael 6: di fatto inoperoso fino agli ultimi minuti quando s’inchina senza colpe a Sgrigna e concede qualcosa ai fotografi sulla rovesciata di Bianchi.

Abbate 6: inizio aggressivo poi tiene la posizione, e bene, su Oduamadi, ma esce acciaccato nell’intervallo dopo un colpo subito nei primi minuti. (Cangi 6: assume la posizione del compagno senza strafare ma soffrendo un po’ il dinamismo di Sgrigna).

Mareco 6.5: ritrova Bianchi dopo l’infuocata finale playoff di due anni fa. Vince ancora lui ma questa volta la serata è tranquillissima e senza macchie.

Maietta 7: impeccabile regista del reparto, orchestra alla perfezione giro palla e “salite” ma sono sue le uniche sbavature del reparto verso metà ripresa. Si riscatta ampiamente con un gol da favola nel suo personalissimo derby, ma tiene in gioco Sgrigna nel gol della bandiera.

M.

Scaglia 6: meno spinta del solito ma un lavoro attentissimo su Stevanovic.

Tachtsidis 8: migliore in campo per distacco. Impeccabile schermo davanti alla difesa, quando si sgancia fa sfracelli con la sua tecnica. Un colpo di tacco per il primo gol, un lancio alla Pirlo per il raddoppio. Nella ripresa si mette pure a fare legna. E pensare che due anni fa il Toro l’aveva preso: ma lui voleva la Serie A…

Gomez 7.5: ogni volta che tocca palla c’è un pericolo. Tocchi da trequartista e freddezza da centravanti: avvia e conclude l’azione del vantaggio, colpo di testa da bomber per il terzo gol, spina nel fianco a destra.

Jorginho 7: lavoro oscuro ma prezioso nel disturbo dell’impostazione avversaria, pennella la punizione del terzo gol.

Hallfredsson 6.5: meno appariscente del solito ma si dà un gran daffare in fase di non possesso su Stevanovic.

Lepiller 7: parte da sinistra ma svaria quando e dove vuole.

Sfiora il solito gran gol. (Berrettoni 6: solo applicazione ed attenzione a partita ormai finita).

N. Ferrari 7: punta unica ma non isolata, lotta e corre nel pressing e sottoporta si mostra freddissimo. (Pichlmann: sv).

Mandorlini 8: non è da tutti presentarsi in casa della capolista con quattro attaccanti e due mezzali offensive. Eppure non sbilancia la squadra impartendo una lezione al più esperto collega e bloccando le fonti del gioco del Torino: è esaltato da individualità di prim’ordine ma dopo un risultato ed una prestazione del genere nessun traguardo è precluso.

Arbitro:
Pinzani 6: la partita si mette subito in discesa non presentando difficoltà. Ordinaria amministrazione.

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