Torture e caccia alle streghe: ecco le cinque procedure più utilizzate

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Torture e caccia alle streghe: ecco le cinque procedure più utilizzate

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La caccia alle streghe fu una pratica diffusa per lunghi periodi. Per estorcere le confessioni venivano pratiche tremende torture a poveri innocenti.

La cosiddetta “caccia alle streghe” è nota a livello popolare per merito di film e di libri che ne raccontato le persecuzioni e le torture nell’Europa del XVI e XVII secolo. Ma tali pratiche hanno origini molto più antiche. Le prima legge contro le arti magiche risale addirittura la Codice di Hammurabi all’inizio del II secolo a.C. Qui non era punito l’esercizio magico fine a sé stesso, bensì l’uso improprio della stregoneria.

La lotta alle streghe continuò anche nel corso dell’Impero Romano e per tutto il Medioevo, inglobata nelle crociate della chiesa cattolica di Roma. Fu proprio nel periodo del Medioevo che l’accusa di stregoneria divenne un metodo rapido per far fuori i proprio avversari. Ad esempio, papa Giovanni XXII nel 1318 fece condannare al rogo il vescovo di Cahors, Ugo Geraud, accusandolo di aver provato a ucciderlo tramite alcune statuette di cera.

Tra il 1434 e il 1447 ebbe luogo la prima vera campagna di caccia alle streghe, che proseguì negli anni seguenti con periodo più o meno intensi.

Il Malleus maleficarum, pubblicato nel 1489, prese vita dalla richiesta dei due autori a papa Innocenzo VIII. Si richiedevano poteri speciali per combattere la stregoneria. Il papa rispose con la bolla Summis desiderantes affectibus, che costituì l’effettiva autorizzazione a procedere contro le streghe della Valle del Reno.

Nel corso delle diverse epoche, si calcola che furono giustiziate circa un milione di presunte streghe, accusate di pratiche di stregoneria e di legami con il maligno. Le ultime torture contro una strega sono state registrate a Poznan, in Polonia, nel 1793. La procedura di uccisione degli accusati doveva essere corroborata dalla prova evidente di essere una strega o uno stregone. Le confessioni venivano quindi estorte tramite tremende torture. Le cinque che qui elenchiamo sono quelle più utilizzate, ma anche le più terribili, che portarono alla confessione decine di migliaia di persone del tutto innocenti.

Torture a streghe e stregoni

Privazione del sonno

L’accertamento del legame con l’occulto veniva praticato con la tecnica della privazione del sonno, con interrogativi che duravano anche 40 ore.

La persona incriminata si trovava quindi in uno stato talmente confusionario da ammettere il proprio legame con Satana. La privazione del sonno venne impiegata in Italia e in Inghilterra, ma spesso fu considerata inaffidabile, proprio perché chiunque arrivava a confessare in preda al delirio e alla confusione.

Ordalia dell’acqua

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L’ordalia si basava sul superamento di una prova fisica da parte dell’accusato o dell’accusata. Soprattutto nell’ambito della caccia alle streghe, la donna veniva legata a una sedia e quindi immersa in un fiume. Si osservava poi quanto tempo riusciva a resistere prima di affogare. Re Giacomo I d’Inghilterra affermò che l’acqua era un elemento così puro da essere in grado di respingere i colpevoli.

Pungolamento e raschiamentopungolo

Pungere la pelle degli accusati derivava dalla convinzione che ogni strega o stregone possedesse un segno del proprio patto con il diavolo. Questo particolare segno, seppur invisibile, veniva identificato come un’area che non avrebbe reagito ai pungolamenti.

Questo tipo di torture vennero usate soprattutto in Scozia e Inghilterra. Qui pungolatori professionisti andavano letteralmente a caccia di clienti e finte streghe.

Schiacciamento progressivo

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Uno dei casi più noti di schiacciamento avvenne durante il processo alle streghe di Salem, avvenuto nel 1692. La vittima era Giles Corey, accusato di essere uno stregone insieme a sua moglie Martha. Per due giorni l’uomo rimase coperto da pietre sempre più pesanti per estorcergli la confessione. Queste torture per schiacciamento furono usate in Europa per diversi secoli. Soprattutto se l’accusato rifiutava di confessare e di essere sottoposto all’autorità del tribunale preposto, come appunto avvenne per Corey.

Bruciate sul rogo

Oggi sembra ovvio che il rogo sia una forma di tortura e di esecuzione. Ma gli antichi la pensarono anche come una sorta di ordalia. Una specie di giudizio divino che avrebbe risparmiato la vita alle persone non colpevoli di stregoneria. Le torture sul rogo venivano effettuate non solo per le streghe, ma anche per i traditori, i ribelli e gli eretici.

La punizione sul rogo fu usata per lungo tempo in tutta l’Europa, probabilmente a causa della sua forma di spettacolarità. Le persone sottoposte al rogo erano lasciate al responso di Dio. Il quale avrebbe fatto consumare dalle fiamme le vere streghe, mentre avrebbe salvato gli innocenti.

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