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Toscana, Prato: la storia di Villa Della Sacca abbandonata dalle istituzioni

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Toscana, Prato: la storia di Villa Della Sacca abbandonata dalle istituzioni

Villa Delle Sacca, posta una collina di Prato è uno degli esempi più illuminanti di come il nostro paese mostri poca cura per luoghi storici che i nostri antenati ci hanno tramandato e che invece è finita in preda al degrado. Una villa distrutta dal trascorrere del tempo e dalle intemperie, ma nonostante mostri più di qualche ruga, non perde il suo fascino incantato che può percepire anche chi la vede solo per la prima volta.
La villa è conosciuta anche come “Ex Collegio Cicognini“, ma in origine è stato un rinomato ed importantissimo convento. Probabilmente la sua costruzione originaria risale al 1276, quando prese il nome di “Monastero di Santa Maria a Gamberondoli“. Dalle fonti storiche si apprende che nel 1390 fu un monastero femminile, abitato da monache denominate “Le insaccate“, dalle quali poi ha tratto il nome attuale, Villa Delle Sacca.
Furono i monaci Oliverani che nel 1406 acquistarono l’intera struttura per la cifra di 410 fiorini d’oro, approfittando anche dell’incasso di una ingente eredità.

Gli stessi monaci che diedero vita ai lavori di restauro, ogni abate a seconda delle disponibilità economiche del periodo, cercò sempre di trovare In modo per apportare migliorie alla struttura.
Un momento importante per Villa delle Sacca fa riferimento al 1775 quando il monastero venne donato al Convitto Cicognini, da parte del Granduca Lopoldo. Da allora venne adibito a convitto per studenti con tutte le modifiche per adattare la struttura al nuovo uso. Durante la seconda guerra mondiale la struttura ospitò tantissime persone in evidenti difficoltà economiche e cadute in miseria, dopodichè la struttura venne totalmente abbandonata dalle istituzioni ed è finita preda di devastazione ed atti vandalici da parte dei soliti ignoti.

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