Totò, il principe tradito: la sua tomba è stata profanata

Napoli

Totò, il principe tradito: la sua tomba è stata profanata

Il principe tradito. La tomba di Totò, simbolo della comicità napoletana è stata profanata nella notte tra venerdì e sabato scorso. Il suo stemma nobiliare, che lo stesso attore aveva forgiato a mano negli anni ‘50, è sparito. Ora, c’è solo tanta amarezza: la barbarie che assedia il capoluogo campano non risparmia più nessuno, nè i morti, nè i suoi cantori.
La tomba di Totò si trova nell’antico Cimitero di Santa Maria del Pianto. A pochi metri, il sepolcro di un altro grande personaggio della storia di Napoli, Enrico Caruso, è stato saccheggiato durante la stessa notte. I vandali – che non sono stati ancora identificati – hanno portato via alcuni candelabri di bronzo e altri arredi custoditi nella cappella dove riposa il celebre tenore.
“Napoli non può fargli questo, chiuderò il sepolcro”, ha tuonato, indignata, Liliana de Curtis, figlia di Antonio, vero nome di Totò. Il gesto ha riportato a galla antiche polemiche che circondano il Cimitero del Pianto: incuria e degrado da tempo ormai caratterizzano una delle aree più antiche dell’esteso Cimitero Monumentale.

Uno stato di semi-abbandono che espone le tombe più famose al rischio vandalismo.
Tuttavia nessuno poteva aspettarsi che l’amato principe della risata fosse profanato. E tutta la città, perfino su Facebook, ha condannato il gesto. Un gesto che però è parte integrante della Napoli del terzo millennio.

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