Tour 2016, situazione e tappe da qui alla fine COMMENTA  

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tour 2016

Le prime 2 settimane del Tour 2016 hanno avuto un solo padrone, Chris Froome. Ora arrivano le Alpi e una cronometro durissima. Ma bisognerà attaccare.

Dai Pirenei alla cronometro, il Tour 2016 ha avuto sin qui in Chris Froome un vero e proprio dominatore. Non tanto per le prestazioni, quanto per alcuni aspetti collaterali che stanno decidendo la corsa.


Il primo è il dominio psicologico del britannico. Abilissimo nel sembrare più forte di quello che è, Froome schiva gli attacchi degli avversari ancor prima che arrivino. Perché gli avversari non lo attaccano. Uno scatto di Quintana sul Mont Ventoux, senza esito, al di là dell’imbarazzante conclusione di quella frazione. Un allungo di Fabio Aru – in ogni caso decimo in classifica generale – anche questo senza alcun esito.


Il secondo è la squadra. La maglia gialla è sulle spalle di Chris Froome, ma è senza alcun dubbio di proprietà del Team Sky. Sono fortissimi. In pianura proteggono il loro capitano in modo perfetto. In salita impongono ritmi che rendono davvero difficili gli scatti. Conclusione: attaccare, se di base si va già così veloce, è impensabile se non si hanno le gambe dei migliori scalatori.


Fin qui, nessuno degli avversari è sembrato molto in forma, a cominciare da Nairo Quintana. Il colombiano era attesissimo alla prova di maturità. 26 anni e già 2 secondi posti alla Grande Boucle. Invece non ha brillato in salita e ha perso parecchio nell’unica cronometro.

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L’unico altro rivale credibile poteva essere Alberto Contador, ma lo spagnolo è stato fatto fuori dalle cadute e dalla febbre già nella prima settimana. C’è Aru, ma l’italiano è alla prima partecipazione al Tour: in tutta onestà può puntare a rimanere nei primi dieci o nei primi tre se le gambe gireranno a dovere. Impensabile possa impensierire davvero Froome.

Oggi è l’ultimo giorno di riposo, da domani si va sulle Alpi. Domani 17 esima tappa con partenza da Berna e Col de la Forclaz (13 km al 7,9%) e ascesa finale a Finhaut Emosson (10,4 km all’8,4%). Giovedì crono individuale di 17 km con strappo finale (Cote de Domancy, 2,5 km al 9,4%). Venerdì e sabato ancora tante salite (circa 80 km in tutto), alcune delle quali lunghe oltre i 10 km. L’ultima sarà il Col de Joux Plane, con i suoi 12 km circa alla pendenza media dell’8,5%. Sarà quella più difficile, ma non quella dove attaccare Froome: chi vorrà sfilargli la maglia gialla dovrà muoversi molto prima.

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