Tour de France 2015, 19 tappa, trionfa Nibali

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Tour de France 2015, 19 tappa, trionfa Nibali

Bisognava aspettare le tappe alpine, lo sapevamo tutti, per parlare davvero di questo Tour de France 2015, per vedere lo spettacolo, per assistere ai veri attacchi, anche quelli alla maglia gialla.

Ieri, nella diciannovesima frazione della Grande Boucle, da Saint Jean de Maurienne a La Toussuire, i 138 km del percorso hanno regalato tutto questo.

E ci voleva, altrimenti si sarebbe parlato solo dell’annata storta di Nibali, dell’attendismo esasperante di Quintana, dell’antipatia e del presunto doping di Froome.

Tutto cancellato.

A 50 km dall’arrivo, sulla salita di Gino Bartali, il Col de la Croix de Fer, proprio quando la maglia gialla ha un problema meccanico, Nibali si alza sui pedali e se ne va. Prende un piccolo vantaggio, pochi secondi, destinati a dilatarsi in modo incredibile nella discesa successiva e, soprattutto, destinati a diventare una cavalcata solitaria fino al traguardo. Vincenzo che spinge, rilancia, soffre, ma ci crede, è l’immagine che tutti aspettavano, un trionfo di orgoglio e classe, per dimenticare un tour andato male e continuare a ricordare una vittoria strepitosa nella tappa più difficile.

Nibali stacca il gruppo di Valverde e Contador di due minuti e mezzo circa, inoltre, e quindi scala la classifica generale fino al quarto posto. Davanti a lui solo Froome, Quintana e Valverde.

Froome non ha gradito l’attacco di Nibali e glielo ha detto in faccia. Con tutta la salita a disposizione, perché hai attaccato proprio quando ho avuto un problema meccanico? O qualcosa del genere, “irripetibile”, secondo quanto ha riferito lo stesso Nibali.

Non vale neppure la pena commentare. Quando Nibali ha avuto un problema del genere nella seconda tappa, gli altri si sono scatenati e tanti saluti. Quando Froome dice di non temere Nibali (lo scatto di ieri è avvenuto quando fra il siciliano e la maglia gialla c’erano otto minuti), che fa, pre tattica?

Froome non è amato. I francesi, anzi, lo detestano. I tifosi di ciclismo, più in generale, non ne apprezzano il modo di correre così organizzato, robotico e anti spettacolare. Il britannico potrebbe almeno evitare di prendersela con chi lo spettacolo lo fa per davvero, onorando questo sport.

Se non teme Nibali, Froome non può fare altrettanto con Nairo Quintana, che ieri ha interrotto la sua tattica di attesa per piazzare uno scatto negli ultimi 5 km dell’ascesa a La Toussuire, rifilando mezzo minuto buono alla maglia gialla. Ottima l’azione del colombiano, faticosa la reazione del britannico, anche se non è ben chiaro, conoscendo quest’ultimo, se non ci sia stata una valutazione di danno accettabile, visto che mancava pochissimo alla fine della tappa e visto che c’è ancora l’Alpe d’Huez da scalare.

Comunque sia, Quintana arriva secondo dietro Nibali e lima mezzo minuto a Froome. E oggi, appunto, ci sono ancora tanti, anzi tantissimi km di salita.

Classifica generale ridisegnata: 1. Chris FROOME (Gb); 2. Quintana (Col) a 2’38”. 3. Valverde (Spa) a 5’25”. 4. Nibali a 6’44”. 5. Contador (Spa) a 7’56”. 6. Gesink (Ola) a 8’55”; 7. Frank (Svi) a 12’39”. 8. Mollema (Ola) a 13’22”. 9. Bardet (Fra) a 14’08”. 10. Rolland (Fra) a 17’27”.

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