Tradizioni italiane di Halloween COMMENTA  

Tradizioni italiane di Halloween COMMENTA  

La festa di Halloween non è originaria del nostro Paese, ma alcuni particolari di questa ricorrenza come il corteo di anime, fantasmi, spettri, streghe che la caratterizzano non sono per niente estranei alla nostra cultura. Per esempio, anticamente, nelle campagne piemontesi non si poteva uscire la sera di Ognissanti perché sfilava il corteo dei morti e non si doveva intralciare loro il cammino. Anche nelle aree rurali lombarde alla fine del XIX secolo si narrava di questo corteo di anime purganti, la tribulina.


Spesso le anime del corteo chiedono ai vivi che incontrano che venga accesa la candela che portano con sé, ma normalmente questo è di cattivo auspicio e la storia finisce con la morte di chi ha acceso la candela dei morti. Tale candela in altre tradizioni va invece accesa sulla finestra e poi lasciata lì per indicare la via che consente ai defunti di trovare la strada di casa e di riunirsi per un breve momento ai propri cari. Halloween quindi non è affatto un processo di colonizzazione culturale (come molti pensano), al contrario molti elementi erano già presenti nella nostra cultura, comprese le offerte di cibo.


Era un’usanza comune preparare delle offerte per i defunti, per onorarli, placarli e assicurarsi la loro protezione. Pensiamo alla cisrà, zuppa di ceci neri, oppure alla zuppa di cavolo detta “zuppa dei morti”. Si mangiava questo cibo e se ne facevano avanzare dei piatti in modo che i morti potessero poi giungere nella casa e mangiare quanto era stato lasciato per loro. Questo atto di ricongiungimento assicurava protezione nei giorni invernali di oscurità crescente.


Altro cibo rituale erano le castagne, che potevano essere bollite e poi deposte sul tavolo della cucina oppure sui gradini della scala, o persino sotto il cuscino del letto lasciato libero per far riposare il defunto per qualche ora. Le offerte ai defunti sono un retaggio precristiano che la Chiesa ha cercato di sradicare, soprattutto l’usanza di portare il cibo direttamente sul luogo di sepoltura.

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Il fenomeno di Halloween  è in crescita in Italia. La sua popolarità può lasciare perplessi soprattutto perché la festa dei morti nella nostra tradizione è legata al raccoglimento. In alcune regioni italiane come la Sardegna e la Puglia è ancora in voga una sorta di “Halloween nostrana”: nella prima c’è l’abitudine che i bimbi, nella notte tra il 31 Ottobre e il 1° Novembre vadano in giro a chiedere una piccola offerta per “le povere anime del Purgatorio”, mentre in Puglia, nel paesino di Orsara di Puglia (Fg) si vive la notte dei “fucacost”. Davanti ad ogni casa viene acceso un fuoco che nella tradizione serve ad illuminare la strada ai defunti che in quella notte tornano a trovare i loro cari.

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